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Berlusconi tiene, il Governo incassa la fiducia

  • LaPresse

Con 316 voti favorevoli e 301 contrari il governo ottiene la fiducia e va avanti. La strategia dell'opposizione di far fallire il numero legale si scioglie infatti come neve al sole quando cinque deputati Radicali eletti alla Camera nelle liste del Pd entrano in Aula per votare 'no': con la loro presenza la soglia minima è superata e a quel punto il resto dell'opposizione non può far altro che iniziare a votare a sua volta.

Un risultato sul filo di lana sul quale però Berlusconi ha sempre ostentato sicurezza - "fallirà anche questo agguato" ha detto ai cronisti durante le operazioni di voto - e che a suo dire sortisce un effetto doppiamente negativo per i partiti dell'opposizione che, oltre a non aver raggiunto il proprio obiettivo, hanno messo in mostra "un'immagine su cui gli italiani rifletteranno".

Laconico il commento del leader del Pd, Pierluigi Bersani, che riferendosi ai numeri della maggioranza ha detto: "in ogni caso sono destinati a scendere", pensiero condiviso anche da Antonio Di Pietro - "la maggioranza non c'è. È solo numerica e non politica, e non sarà in grado di legiferare giorno per giorno" - e da Dario Franceschini: "ogni volta che si vota la maggioranza perde pezzi. Oggi hanno perso tre voti rispetto all'ultima fiducia e l'opposizione ha il dovere di provarci ogni volta. Di questo passo non siamo lontani".

Il voto di oggi, tuttavia, ha ridisegnato alleanze ed equilibri, riavvicinando Scajola - che ha votato 'sì' - e il suo gruppo di dissidenti al Cavaliere, e creando una spaccatura nell'opposizione. Inferocita con i Radicali Rosy Bindi: "ho dovuto aspettare le decisioni di altri. Per me è chiusa da un pezzo. Continuano a comportarsi da autosospesi, come ha detto Bersani le nostre strade sono divise e checchè ne dica Pannella la nostra porta dalla parte giusta", meno drastico e possibilista sull'eventualità di ricucire lo strappo Franceschini: "i Radicali non sono stati determinati". Secondo il capogruppo del Pd alla Camera, infatti, i 315 voti necessari per il numero legale erano già stati raggiunti prima dell'ingresso dei cinque Radicali 'scissionisti', anche se questo non cancella il tradimento consumato nelle fila dell'opposizione.

Tra i 'ribelli' della maggioranza, invece, non hanno votato Fabio Gava e Giustina Destro del Pdl, Luciano Sardelli di Popolo e Territorio, Santo Versace - fuoriuscito dal Pdl - Calogero Mannino del Gruppo Misto, Antonio Buonfiglio - in procinto di lasciare Fli - Alfonso Papa e Piero Franzoso, ma quest'ultimo era impossibilitato perché ricoverato in ospedale.

Dopo aver incassato la fiducia, parlando con i giornalisti presenti Silvio Berlusconi ha detto che in serata si recherà al Quirinale per discutere, tra l'altro, anche della nomina del nuovo governatore di Bankitalia e che nell'arco di una settimana sarà pronto il Ddl sviluppo, approvato il quale "mi trasferirò, come sede principale di lavoro, in Parlamento".

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