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Berlusconi, videomessaggio caduta governo Letta: il Cavaliere pronto a sferrare il colpo finale

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Silvio Berlusconi è pronto a staccare la spina al governo. C'è incertezza, soprattutto grande confusione, su tempi e modi, ma ormai sembra sempre più evidente l'intenzione del Cavaliere di passare alla maniere forti. A confermarlo, la notizia circolata ieri di un videomessaggio registrato dal leader del Pdl e pronto per essere trasmesso in tv sulle reti Mediaset. Il 'giallo', però, sta proprio qui: se inizialmente infatti sembrava che l'aut aut di Berlusconi sarebbe arrivato domenica, con il passare delle ore la deadline è stata spostata in avanti. Perché, se il Cavaliere è (davvero) intenzionato a rompere, come pare?

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Per capire le dinamiche di questo gioco di nervi, bisogna fare un passo indietro. Come riporta Il Corriere della Sera, ieri Berlusconi ha preso la sua decisione: "Non si può stare a letto con il nemico", è stato il mantra di giornata del Cavaliere, che l'ha traghettato alla registrazione del videomessaggio. Un breve filmato - per quello che si sa - durante il quale il leader del Pdl spiega i motivi della crisi, annuncia la nuova Forza Italia e chiama alle urne i cittadini, "contro tutto e contro tutti".

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Una chiara 'dichiarazione di guerra', non solo al premier Enrico Letta e al governo, ma pure a Giorgio Napolitano e al Quirinale, che nelle intenzioni originali di Berlusconi doveva andare in onda domenica, il giorno prima della riunione della Giunta, ma che in seguito all'intervento delle colombe del partito Schifani e Brunetta invece sarà trasmesso dopo, se il Pd non concederà al Cavaliere di appellarsi alla Corte di giustizia europea. La strategia del Pdl, portata avanti dal relatore in Commissione Andrea Augello, infatti, è quella di guadagnare tempo non chiedendo un sì o un no sulla decadenza del leader, ma spostando il focus sulla costituzionalità della Legge Severino.

La (fragile) speranza, insomma, è che dopo vent'anni di discussioni mai arrivate a un quid, in un sol giorno Pd e Pdl riescano a trovare un accordo: un'ipotesi invero poco credibile, ma che comunque rimane una chance per Berlusconi per non venire tagliato fuori dai giochi praticamente per sempre. Ma non solo: a 'frenare' "l'ira funesta" del Cavaliere c'è anche il timore di chi nel Pdl vede nell'attacco frontale del leader una sponda per il Presidente Napolitano, che sarebbe pronto - il condizionale è d'obbligo - a fare a sua volta una messaggio a reti unificate alla nazione, in cui accolla a Berlusconi la responsabilità della crisi di governo e si dimette dal Quirinale. Un boomerang dalle conseguenze devastanti per il leader del Pdl, che a quel punto si troverebbe a dover tenere testa non solo a magistrati comunisti e processi penali, ma pure a un enorme discredito politico.

E proprio per non passare per il 'super-villain' della situazione, Berlusconi ha accondisceso (sembra) a non trasmettere il videomessaggio domenica anche per la concomitanza del G20 di San Pietroburgo: staccare la spina a Letta mentre il premier siede al tavolo con le principali potenze del mondo sarebbe davvero un autogol epocale.

Comunque sia, a quanto pare, alla fine lo strappo sarà consumato, a maggior ragione dopo che è fallita anche la mediazione dell'uomo delle crisi, ovvero Gianni Letta, che dopo aver tentato senza esito lo scambio finale - le dimissioni del Cavaliere da Senatore per la grazia di Napolitano - ha riportato all'ex premier il 'gelo' del Colle su nuovi approcci per salvarlo.

In questo quadro, dunque, quello che ora si attende è il momento giusto per fare saltare il banco e la data più probabile sembra proprio quella di lunedì 9 settembre, dopo la riunione della Giunta. A meno che, naturalmente, il Pd non scelga di salvare ancora una volta il suo 'arcinemico'. Non un miracolo, insomma, ma l'ennesima vergogna della politica italiana.

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