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Berlusconi viola silenzio elettorale: "Magistratura peggio della mafia"

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Silvio Berlusconi viola il silenzio elettorale e spara a zero sulla magistratura: a Milanello per salutare la squadra e incontrare i giornalisti prima dell'attesissimo derby della Madonnina, il Cavaliere si è infatti lasciato andare a una serie di considerazioni con un "giornalista amico" di una tv greca che non hanno risparmiato nessuno dei suoi avversari di sempre.

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"Da noi la magistratura è una mafia più pericolosa della mafia siciliana, e lo dico sapendo di dire una cosa grossa, ma è così", ha dichiarato Berlusconi parlando del Bunga Bunga, "un'operazione di mistificazione e diffamazione che non si regge su nulla", messa in giro in Europa per minare la sua credibilità. "Da 150mila intercettazioni telefoniche non è venuto fuori un reato e continuano con i processi che sono stati ripresi da tutti i giornali stranieri, dove la magistratura è una cosa seria", ha continuato il Cavaliere, concludendo poi con il paragone tra i giudici e 'cosa nostra'.

Ma Berlusconi non si è limitato ad attaccare i magistrati, sempre in vena di confidenze con il giornalista greco ha aggiunto: "La vostra situazione è colpa dell'Europa che non vi ha aiutato tempestivamente e che vi ha dato regole folli a cui io mi sono opposto, ma non c'è stato niente da fare. Questi sono crucchi, è un disastro" e poi ha tirato l'ennesima stoccata all'asservimento di Mario Monti ad Angela Merkel, affermando che il professore "è sempre servizievole" e "si inginocchiava a tutte le richieste" della Cancelliera e pertanto all'Europa "dispiace perderlo", mentre lui era "il contraddittore di questi signori dell'austerity che adesso cercano di farmi fuori".

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Una serie di dichiarazioni gravissime e in aperta violazione della consegna del silenzio della vigilia del voto, alla quale Palazzo Grazioli ha immediatamente cercato di porre rimedio, affermando che "sono state rilasciate dal presidente Berlusconi con l'intesa di non essere utilizzate prima della chiusura delle urne in Italia", e contro le quali si è immediatemente sollevato un coro di proteste. "Il Partito Democratico rispetta come si deve il silenzio elettorale. Berlusconi, facendo le affermazioni che ha fatto, e che non commentiamo, dimostra di saper vivere solo violando le regole. Ma questo non gli permetterà di vincere", ha detto la presidente dei senatori, Angela Finocchiaro, mentre Antonio Ingroia, sposando la medesima tesi della collega del Pd, ha altresì richiesto "l'autorevole intervento del Presidente della Repubblica, anche a tutela della credibilità della magistratura di cui il Capo dello Stato è supremo garante".

Parole che hanno spinto Berlusconi a difendersi, ma non tanto sul merito delle affermazioni, quanto sul fatto di avere rotto il silenzio elettorale. "Non ho violato alcuna regola", ha infatti dichiarato il Cavaliere, affermando che dopo "una conferenza stampa a Milanello in cui si era parlato soltanto di Milan e di calcio", ha risposto alla domanda "di un giornalista amico", dando la sua opinione "sulla magistratura che, per fortuna, non mi risulta sia ancora un partito politico", concludendo con un'ultima polemica: "Non mi riferivo alla grande maggioranza dei magistrati onesti e irreprensibili, ma a quella minoranza che usa la giustizia a fini di lotta politica".


La dichiarazione di Berlusconi sui magistrati "peggio della mafia siciliana"

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