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Berlusconi-Fini, le reazioni del Giornale, Libero e Minzolini

Tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini è rottura e due quotidiano vicini al premier hanno aperto oggi con due prime pagine che poco lasciano all'immaginazione.

Il Pdl chiude le porte a Fini, co-fondatore del partito, in quanto 'considera le sue posizioni assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica' del partito. E il presidente della Camera propone il nuovo gruppo 'Azione nazionale'. Nel frattempo i quotidiani Il Giornale e Libero accolgono con malcelata gioia la cacciata di Fini dal partito.

Su Il Giornale il direttore Vittorio Feltri titola: 'Colpo di grazia: Fini fatto fuori da Berlusconi'. Su Libero, diretto da Maurizio Belpietro, si legge: 'Mi consenta: 'Fatti più in là'. Tutti e due i quotidiani sembrano esultare per la cacciata di Fini, ma se il primo sottolinea che il governo non cadrà, il secondo ritiene che questo è solo l'inizio di una dura battaglia.

Le due prime pagine dei quotidiani arrivano solo dopo l'immancabile editoriale del direttore del Tg1 Augusto Minzolini che ieri sera alle 20 ha detto: 'Sono state enfatizzate inchieste dai contorni confusi mettendo magari in secondo piano i risultati della lotta alla grande criminalità, solo perché propedeutiche alla dissertazione sulla fine dell'attuale quadro politico. La solita cappa mediata sta tentando di condizionare gli equilibri del Paese. Si ripropongono i vizi di un recente passato: il caso giudiziario serve a mettere in piedi un'operazione politica. E in questa nuova deriva giustizialista, un semplice avviso di garanzia torna a essere considerato da alcuni una mezza condanna'.

Gli editoriali di Augusto Minzolini

Il direttore del Tg1 ha poi aggiunto: 'Al di là della salute del governo, si assiste a un logoramento generale del sistema: si rischia un ritorno al passato che può essere impedito solo dalla politica, ma per farlo la politica ha bisogno di chiarezza. E questa esigenza ricade soprattutto sulle spalle di chi ha più responsabilità, cioè la maggioranza di governo. Ecco perché il divorzio che si sta consumando oggi nel Pdl tra Berlusconi e Fini tra tanti rischi e conseguenze negative un elemento positivo lo determina: la chiarezza. Mai come ora c'è bisogno di chiarezza, di propositi e di ruoli, e non di infingimenti o tatticismi esasperati'.

 (foto © LaPresse)

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