Excite

Bersani apre a Grillo: "Siamo primi senza vincere. M5S dica cosa vuole fare"

  • Getty Images

Pierluigi Bersani rompe il silenzio dopo quasi 30 ore dalla chiusura delle urne. Il segretario del Pd non si era fatto vedere ieri sera, lasciando ad Enrico Letta l'onere di una prima analisi di questa vittoria di Pirro che vede il centrosinistra avanti di un soffio alla Camera (ma comunque assegnatario del premio di maggioranza) e con pochi senatori in più al Senato (dopo l'assegnazione dei seggi della circoscrizione estero) rispetto al centrodestra guidato da Berlusconi.

I risultati delle regionali 2013

Grillo al Quirinale per le consultazioni: "Valuteremo le riforme. Dario Fo candidato al Colle"

La prima frase di Bersani in conferenza stampa è la chiara affermazione di aver mancato l'obiettivo: "Chi non riesce a garantire la governabilità al proprio Paese non può dire di aver vinto le elezioni e quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo primi. Questa cosa non avverrebbe in altri paesi e la colpa è della mancata riforma della legge elettorale". Bersani parla senza mezzi termini di "delusione", sembra avviarsi verso un'analisi oggettiva del fallimento del Pd. Poi però si perde nella ricerca delle cause della debàcle, senza nemmeno citare quella che è la vera rivelazione di questa tornata: "Una enorme novità ha investito il sistema politico e due sono gli elementi fondamentali: la crisi, la recessione e la disoccupazione giovanile e le mancate risposte a questi problemi e poi il rifiuto della politica, apparsa moralmente non credibile. Noi questo lo sapevamo da tempo. Abbiamo cercato di rispondere a questa novità introducendo dei cambiamenti e reagendo. Ma il problema ha sopravanzato le nostre ricette". Una formula in tipico "bersanese" che sostanzialmente è l'ammissione che i contenuti della campagna del Pd non hanno convinto gli elettori.

I risultati delle elezioni 2013

Bersani entra poi nel vivo della questione: cosa accadrà con un Senato ingovernabile? Dopo l'apertura di Berlusconi alla ricerca di una riflessione con il Pd per evitare di tornare ancora al voto, Bersani si mostra più intenzionato a cercare un dialogo con i grillini, che ora sono parte integrante delle istituzioni e dovranno farsi carico delle responsabilità di governo. Un'ipotesi che sembra comunque non entusiasmare il segretario del Pd, ma che potrebbe funzionare sulla scorta di quanto accade dallo scorso ottobre in Sicilia, dove la giunta Crocetta convive in modo abbastanza proficuo nell'Assemblea regionale con il Movimento 5 Stelle. Chiude invece sull'altro fronte, quello di un governissimo col Pdl. Per il centrodestra, il suggerimento è quello di "riposarsi".

Elezioni 2013: che cosa succede ora? Tutti i possibili scenari

Il centrosinistra, che comunque risulta formalmente vincitore delle elezioni, si farà carico di presentare un progetto di governo: "Vogliamo essere utili al nostro Paese, ci mettiamo a disposizione. Siamo la coalizione maggioritaria alla Camera. Noi non siamo il problema, ma semmai abbiamo rappresentato un punto di tenuta del Paese. Ora la prima parola tocca necessariamente a noi; dobbiamo farci portatori di una proposta di cambiamento". Nella sostanza Bersani propone un pacchetto di leggi su cui cercare una convergenza con chi sarà disposto a confrontarsi: "Presentiamo un programma essenziale con pochi punti per un governo di combattimento: riforma delle istituzioni e della politica, moralità pubblica e privata, difesa dei ceti più esposti alla crisi, nuova politica europea per il lavoro. Nessun discorso a tavolino sulle alleanze, la logica è quella di ribaltare uno schema. Vediamo ciò che c'è da fare per cambiare e ciascuno si assuma le sue responsabilità". Poi arriva l'appello diretto ai grillini: "Il Movimento 5 Stelle fin qui ha detto tutti a casa. Adesso ci sono anche loro e, o vanno a casa anche loro, o dicono cosa vogliono fare per il loro Paese". Lo stesso Grillo, nel pomeriggio, ha definito il M5S disposto a valutare i contenuti di singoli provvedimenti, pur restando fermo sulla posizione di assoluta contrarietà ad alleanze di governo.

Il segretario del Pd non sembra entusiasta all'idea di affidare la sopravvivenza della legislatura ai grillini, ma d'altra parte un'intesa con il Pdl sarebbe rischiosissima per la credibilità del Pd. Ad incalzarlo su questo fronte è stato soprattutto l'alleato di sinistra Nichi Vendola, che nel pomeriggio ha commentato così l'esito elettorale: "Bisogna prendere sul serio Grillo e il suo carattere rivoluzionario, discutere con rispetto questione per questione. Grillo non lo puoi acchiappare, lo devi conoscere e rispettare. Non sono alieni, ma milioni e milioni di italiani che hanno cercato il modo di esprimere l'ansia di rivoltare il paese come un calzino". Insomma, quello che si profila nel caso di un accordo con Grillo è un governo di minoranza in cui il centrosinistra tratta ogni provvedimento con i 5 Stelle, discutendo tema per tema.

Infine, sull'ipotesi di dimissioni dalla segreteria del partito il leader democratico è chiaro e lapidario: "Io non abbandono la nave, ma posso starci da capitano o da mozzo". Immancabile la domanda su Renzi: con il senno di poi, il centrosinistra avrebbe avuto vita più semplice con il sindaco di Firenze alla guida della coalizione? Bersani commenta amaramente: "Abbiamo fatto le primarie. Più che far scegliere a tre milioni e mezzo di persone...".

L'intervento del leader Pd non è piaciuto per niente al segretario del Pdl Angelino Alfano, che ha definito il discorso di Bersani "confuso ed incomprensibile". Alfano respinge anche l'addebito della proposta di formare un governissimo col Pd, che non ha trovato terreno fertile nel centrosinistra: "Non glielo aveva chiesto nessuno di sbattere la porta perchè nessuno gli aveva chiesto di aprire la porta, se vogliono collaborare con i grillini vedremo dove porteranno il Paese - ha detto Alfano - Bersani dovrebbe assumersi la responsabilità di una proposta concreta, che non c'e' stata: ci mancava solo se ne venisse fuori con la proposta del governo balneare, anche se non è stagione". Secondo Alfano non ci sono i margini per una convergenza su singoli provvedimenti, visto che Bersani non ha avanzato proposte concrete nè condivisibili dal Pdl. Così il segretario torna a battere sui temi caldi della campagna elettorale: "Non abbiamo sentito la parola tasse e qualunque sia la nostra funzione nel Parlamento ci batteremo per i temi della nostra campagna elettorale: un disegno di legge su cancellazione Imu, rimborso Imu 2012 e una politiica di incentivi sulle assunzioni basata su zero tasse per chi assume per i primi tre anni quelli restano i nostri impegni su cui faremo battaglia".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017