Excite

Bersani attacca Renzi sulle Cayman. E Davide Serra lo querela

  • Youtube

Il nuovo capitolo della battaglia per le primarie tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si gioca sul terreno della finanza e dei paradisi fiscali. A scatenare l'attacco del segretario del Pd nei confronti del sindaco rottamatore è una tappa "segreta", ma molto chiacchierata, della campagna per le primarie di Renzi: non una qualunque incursione nelle piazze e nei palazzetti d'Italia con il suo camper, bensì una cena a porte chiuse per incontrare alcuni uomini d'affari, esponenti dell'alta finanza e imprenditori che si è tenuta a Milano martedì.

Renzi incontra il mondo della finanza: guarda il servizio di Piazzapulita

Le immagini dei personaggi che hanno preso parte all'incontro sono state trasmesse dal programma Piazzapulita, che ha cercato di intercettare Renzi per un commento sull'opportunità di questo incontro riservato per raccogliere fondi per le primarie. Niente da fare, perchè il rottamatore ha preferito il silenzio. Eppure il meeting non è certo passato inosservato, innescando una serie di interrogativi. Davvero il Pd ha bisogno di rivolgersi all'alta finanza? E in che direzione vorrebbe andare il centrosinistra di Matteo Renzi? Il segretario del partito Pierluigi Bersani non si è lasciato sfuggire l'occasione di attaccare il suo principale rivale alle primarie: "Chi ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli" ha sentenziato Bersani, definendo "banditi" certi esperti di finanza che gestiscono i loro affari in modo non trasparente. Salvo poi precisare: "Non lo dico per Renzi ma in generale, l'Italia non si compra a pezzi".

Il riferimento è all'organizzatore della cena milanese Davide Serra, giovane finanziere fondatore di società controllate da holding che hanno sede alle isole Cayman, il paradiso fiscale ideale per eludere la stretta del fisco. Renzi ha provato a ridimensionare la questione assicurando che il finanziamento della sua campagna sarà assolutamente trasparente, con tanto di cifre pubblicate on line. E soprattutto ha ribadito la necessità che il centrosinistra dialoghi anche il mondo della finanza, senza per questo perdere la sua vocazione o tradire l'elettorato. Così il sindaco di Firenze ha rilanciato su Twitter, invitando il rivale ad un dibattito sul tema: "Caro @pbersani, su banche finanza e trasparenza accetti un confronto pubblico? Non importa andare alle Cayman: ok una casa del popolo.Ti va?". Bersani da Ginevra si è detto disponibile al faccia a faccia, purchè aperto agli altri candidati (si legga Vendola) e realizzato secondo le regole che saranno stabilite dai garanti del partito.

Ma il botta e risposta non è rimasto circoscritto ai due leader in competizione per le primarie. Tirato in causa, più o meno direttamente, da Bersani, Davide Serra non ci sta ad essere definito un "bandito" e annuncia querele nei confronti del segretario Pd. Il sostenitore del sindaco di Firenze alle primarie scrive una lettera aperta all'Ansa con lo scopo di "ristabilire la verità" su quanto emerso negli ultimi giorni: "Caro onorevole Bersani, trovo incredibile che in un Paese con un’evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito 'bandito' un investitore istituzionale basato a Londra, regolato dall’Fsa e dalla Sec (le autorità omologhe della Consob in Gran Bretagna e Usa, ndr) e tassato dall’Inland revenue". Dopo la precisazione sulla natura della sua società, la Algebris, Serra attacca Bersani annunciando una querela per diffamazione: "Essere stato definito 'bandito' da lei mi offende personalmente, offende la mia famiglia e i miei figli, e delegittima il lavoro pulito e trasparente che ho portato avanti in 20 anni di attività (...) Non scendo nei particolari delle nefandezze e delle offese che mi ha rivolto, a questo ci penseranno i miei legali italiani e inglesi che chiameranno i giudici a decidere sulle sue parole. Mi dicono che in Italia lei è... immune!!! ma prima o poi non lo sarà più e io procederò inesorabilmente". Secondo Serra le parole di Bersani, più che un attacco alla finanza e ai suoi rappresentanti, è un tentativo di screditare Renzi e arrestare la sua ascesa, cui Serra rinnova il suo sostegno nella corsa alla leadership. Con la precisazione di quest'ultimo che ci tiene a sottolineare: "Da Serra non ho ricevuto un centesimo".

E come sempre, quando i toni si fanno accesi, si impugnano gli estintori: "Dove e come Bersani avrebbe detto che Davide Serra è un bandito? Il segretario del Pd ha parlato di Cayman e non di Serra, che non ha il piacere di conoscere", ha commentato il portavoce di Pierluigi Bersani, Stefano Di Traglia. Dall'altra parte, c'è un Nichi Vendola che si gode lo spettacolo restandone prudentemente fuori. L'unica concessione, l'amara ironia di un commento su Facebook: "Ho deciso che inviterò a cena banchieri e alta finanza. Dirò che voglio tassare loro per diminuire tasse a imprese e lavoratori. Temo che cenerò da solo".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017