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Bersani, intervista a Il Corriere della Sera: "Governo di cambiamento? Sta a noi"

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Il Movimento 5 Stelle scricchiola, l'esecutivo di Letta ondeggia sotto i colpi dell'Iva e dell'Imu e Pierluigi Bersani, sornione, rilascia un'intervista a Il Corriere della Sera in cui afferma: "Oggi abbiamo un governo di servizio. Lo sosteniamo e lo sosterremo. Vi abbiamo impegnato i nostri migliori esponenti. Ma è compito di tutti noi tenere viva la prospettiva di un governo di cambiamento". Per la serie una maggioranza - e pure spostata a sinistra - è possibile.

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Ribaltone all'orizzonte, dunque? Che il momento sia favorevole, con i pentastellati ad altissimo rischio scissione (o perlomeno prossimi a perdere un numero consistente di parlamentari a favore del Gruppo Misto) e Pd e Pdl alternativamente impantanati e in rotta di collisione sulle riforme, è evidente, tuttavia l'ex segretario dopo aver lanciato il sasso nasconde (prudentemente) la mano: "Lo ripeto quattro volte con la massima chiarezza: io sostengo Letta, persona intelligente, capace e leale", dicendo pure di augurarsi che il governo non leghi "la sua vita solo al compimento delle riforme istituzionali", ma che duri "fino a quando la democrazia non si prende un presidio, fino a quando non si vedano risultati di una riforma della politica e dei partiti di cui il Pd con il suo congresso deve essere il battistrada".

Una dichiarazione che però torna immediatamente a essere sibillina nell'avvertimento che Bersani fa al nemico di sempre: "Berlusconi non pensi di avere in mano le chiavi del futuro. Ci pensi bene. Stavolta staccare la spina al governo non comporta automaticamente andare a votare. Gliel`ha detto persino Cicchitto" e che è confermata nella sua natura di 'sfida' da Umberto Ambrosoli, che su Twitter scrive: "La mossa di Bersani (predisposizione maggioranza CSX + parte M5S) è buona risposta a chi dice 'O Gov approva xyz o stacchiamo la spina'".

Bersani, dunque, dopo la batosta elettorale e le dimissioni da segretario, sembra intenzionato a dettare la linea del partito, menando (dopo mesi di stucchevoli convenevoli) una stoccata pure a Matteo Renzi, prima dicendo di non sapere se è stato leale con lui e poi affermando, a proposito dell'accusa del sindaco delle regole cambiate per danneggiarlo: "E' un ragazzo sveglissimo, intelligente, fresco, pieno di energia. Può essere di enorme utilità per il Pd. Mi va bene tutto, ma non il vittimismo".

E tanto che c'è, l'ex segretario si leva pure un sassolino dalla scarpa nei confronti dei 5 Stelle (che pure potrebbero diventare - almeno in parte - suoi preziosissimi alleati): "Il mio è stato un tentativo convinto (di fare un governo di cambiamento col M5S, ndr), e anche ragionevole: non prendi il 25% senza ingaggiarti. Puoi metterci un mese a capirlo, forse due, ma devi capirlo. Era solo questione di tempo. Infatti è proprio quello che sta accadendo".

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