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Bersani vs Renzi: "Briatore voti alle primarie, ma solo se iscritto al Pd". L'imprenditore: "Perdente"

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Non è passata neanche una settimana dalla vittoria a tutto campo delle amministrative che il Partito democratico già si divide sulle questioni interne e sull'eterno problema della leadership. Il partito è già proiettato verso il congresso che dovrà eleggere la nuova segreteria entro fine anno, i besaniani serrano le fila dopo il successo alle comunali e torna ad esporsi anche l'ex segretario Pierluigi Bersani, che in aperta polemica con Renzi tira in ballo anche Flavio Briatore. Ma andiamo con ordine.

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Dopo il tweet del governatore del Lazio Nicola Zingaretti che ha annunciato la sua intenzione di non candidarsi alla guida del partito, oggi è toccato all'ex segretario Bersani tornare a parlare del Congresso che probabilmente si terrà ad ottobre e che metterà fine alla segreteria pro-tempore di Epifani. In un’intervista a La Repubblica l'ex candidato premier del centrosinistra si è detto disponibile ad appoggiare Renzi alla segreteria, ma non prima di un discorso serio sulle regole: "Sarei anche pronto a sostenerlo. Una cosa però dev'essere chiara: oggi si discute della segreteria del Pd, non della sfida per il governo. Il premier c'è già ed è un dirigente del Pd. Per questo penso a primarie aperte ma aperte agli iscritti".

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Una teoria già stilata in un documento, ribattezzato "anti-Renzi" dei bersaniani Fassina, Martino e Dattorre, che conferma la legittimità delle primarie come strumento per la scelta del segretario nazionale ma ne mette in dubbio l'efficacia per la scelta delle cariche regionali e soprattutto invoca regole che affidino agli iscritti la selezione degli organismi territoriali di partito. Un testo in nove pagine che spinge affinchè vengano eliminati personalismi e logiche da "uomo solo al comando" di stampo prettamente berlusconiano.

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Nell'intervista a Repubblica, Bersani conferma chiaro e tondo la sua proposta di ammettere solo chi ha la tessera del Pd a votare alle primarie per la scelta del segretario di partito e per esemplificare la sua linea tira in ballo Flavio Briatore, l'imprenditore piemontese che proprio con Matteo Renzi si era incontrato per un pranzo la scorsa settimana: "Tutti possono andare in un circolo ed iscriversi. Può votare anche Briatore, per carità. Passa prima da un circolo e vota" ha dichiarato Bersani.

Tempo qualche ora e l'ex manager di Formula 1 ha replicato al segretario del Pd che l'ha tirato in ballo per parlare delle primarie. Prima con due tweet dal tono ironico: "Pensavo che Bersani fosse ancora impegnato a smacchiare giaguari, evidentemente è tornato tra noi per educarci, grazie! (...) Bersani ci dica cos'ha fatto per il nostro Paese in 50 anni che fa politica, a parte perdere le elezioni che chiunque avrebbe vinto...". Poi in una lettera aperta ai dirigenti del Pd: "Faccio una premessa: sono un imprenditore e non un politico. Ma mi dà fastidio che una certa categoria di politici di professione mi usi come modello negativo perché preferiscono creare dei nemici da abbattere. Bersani e Veltroni sono quelli che perdono sempre, che non 'con-vincono' e, purtroppo, fanno perdere anche i potenziali vincenti".

Parole che fanno il paio con l'endorsement di Briatore che dopo aver incontrato il sindaco di Firenze aveva dichiarato la sua disponibilità a votarlo come premier. Un connubio, quello Renzi-Briatore, che è finito anche nella satira di Maurizio Crozza a Ballarò, con una parodia esilarante dell'imprenditore alle prese con il rottamatore del Pd.

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