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Blog Beppe Grillo censura i commenti negativi: web in ebollizione

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A due giorni dall'elezione di Pietro Grasso al Senato e dal 'tradimento' dei grillini che hanno votato per lui (12, a quanto sembra), non si placa la polemica all'interno del Movimento 5 Stelle. Sabato sera Beppe Grillo ha attaccato duramente i suoi, invitando chi ha tradito la fiducia dei cittadini a "trarne le conseguenze" e provocando la reazione dei senatori stessi, che da Crimi a Vacciano hanno difeso la propria linea di condotta, con l'ultimo che si è anche detto pronto a dimettersi. Ma a infiammare il dibattito è stata la base, che ha commentato a raffica il post del leader, con una conseguenza inaspettata e spiacevolissima: molti utenti, infatti, hanno denunciato casi di 'censura' da parte degli amministratori (Grillo? Casaleggio?) del blog.

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Dalle voci ai casi documentati, il passo è stato breve. A dare fuoco alle polveri, in particolare, è stato il commento di Ferdinand Bardamu (l'antieroe di Viaggio alla fine della notte, di Louis- Ferdinand Céline) da Torino, che alle 23.30 di sabato ha pubblicato un durissimo post di critica a Grillo, che in breve tempo ha raccolto più di 250 voti, schizzando in cima alla classifica dei più apprezzati. Bardamu parla di "svolta autoritaria", "deliri di onnipotenza", "catastrofe fascistoide in mano a gente di bassissimo livello" e invita i senatori 'ribelli' a "tenere duro", perché "sono l'unica speranza". Un post insomma di aperto dissenso, che a metà mattina della domenica, però, scompare.

A raccontare il fatto è Dario Raimo, di Napoli, che spiega di essere stato a sua volta censurato per aver pubblicato un post in cui denunciava la rimozione del commento di Bardamu che stava 'scalando' la classifica dei più letti. In un secondo post, dunque, Raimo pubblica il testo dell'emulo dell'antieroe di Céline e chiede ai lettori di votarlo, per "far sapere ques'atto di censura da fare invidia ai totalitarismi novecenteschi. Uno vale uno, ma Grillo quanto vale?".

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Insomma, mentre infuria la polemica tra chi sostiene i senatori ribelli e chi invece ne vuole la testa - "Bravo Beppe traditori non ne vogliamo. Fuori dalle palle", scrive Fulvio - un nuovo cuneo spacca il fronte già a pezzi del Movimento, quello della censura da parte degli amministratori del blog dei commenti 'scomodi'. Un'altra brutta gatta da pelare per Grillo, che probabilmente si sta rendendo conto che la linea dell'inazione in un contesto parlamentare è pressoché impossibile da mantenere, a maggior ragione perché deputati e senatori, come diceva ieri Orellana, non sono "telecomandati".

Tuttavia, a onor del vero, sul blog del leader dei 5 Stelle tra i quasi 13 mila commenti al suo post "Trasparenza e voto segreto" è (ancora oggi) possibile leggerne molti decisamente critici e polemici con la linea di Grillo, anche tra i più votati. Enrico Soldini per esempio scrive: "Caro Beppe hai creato una cosa meravigliosa come l'M5S, ma non capisco: ora qual è l'obiettivo? L'eutanasia???" ed Emanuele De Bonis rincara: "Caro Beppe, (...) sei riuscito a condensare tanta rabbia in una possibile rivoluzione pacifica. Non buttare tutto nel cesso". Dunque, come mai alcuni commenti sono stati 'epurati' e altri invece resistono sulla pagina del blog? In base a che cosa vengono cancellati, se davvero di censura si tratta? E nel caso sia un modo per spegnere le voci più negative, Grillo e Casaleggio che della rete si professano guru, non sanno che una simile 'cernita' tra bene e male è un boomerang pericolosissimo (senza contare che nulla sparisce mai davvero dal web)? La risposta - forse - nel prossimo post.

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