Excite

Bombardamenti Usa in Siria, i video degli attacchi aerei contro l’Isis

  • Getty Images

Sono iniziati da alcune ore i raid aerei delle forze dell'aviazione Usa e di cinque Paesi arabi alleati contro le postazioni dell’Isis in Siria.

Nuova guerra degli Usa in Medio Oriente: bombe sulla Siria, le foto da Raqqa

Come promesso dal presidente americano Barack Obama nei giorni scorsi, il dispiegamento di mezzi militari impiegati nella lotta allo Stato Islamico è stato massiccio e si annuncia ancora più consistente per le prossime settimane, quando la caccia alle milizie fondamentaliste entrerà nel vivo, anche in Iraq.

Incerto il bilancio dei bombardamenti condotti ieri notte e questa mattina nelle zone di Raqqa, Taqba e in altri centri nevralgici del cosiddetto "Califfato" di Abu Bakr Al Baghdadi, anche se a detta dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani del paese siriano sarebbero circa 120 i guerriglieri jihadisti uccisi nel corso degli attacchi dal cielo.

(Bombe Usa su obiettivi militari in territorio siriano: le immagini esclusive della Cnn)

Secondo quanto riferito dalle autorità americane, nelle operazioni sono stati impiegati per la prima volta i nuovi caccia F-22 Raptor, oltre ai già collaudati missili Tomahawk lanciati dalle navi da guerra statunitensi sugli obiettivi individuati alla vigilia dell’intervento armato in Siria.

Dubbi su eventuali morti civili, che ad avviso di fonti locali potrebbero aggirarsi intorno alla decina, ma certa è l’intenzione della coalizione al seguito degli Usa (Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein hanno partecipato ai raid) di proseguire ad oltranza nelle incursioni fino all’eliminazione di gran parte dell’apparato bellico della jihad agli ordini del Califfo.

Isis, minacce all’Italia: la rete irride i jihadisti, gara di ironia sui social network

Unica voce fuori dal coro della comunità mondiale per la nuova campagna militare americana in Medio Oriente, la Russia ha criticato l’iniziativa in atto per la “violazione del diritto internazionale” perpetrata da Stati Uniti e alleati sul territorio di uno “Stato sovrano del quale non si è chiesta la collaborazione.

(Notte di bombardamenti in Siria, gli Usa attaccano le postazioni militari dell’Is: il video)

Non basta, sostengono i portavoce di Mosca, l’informativa inviata da Washington al governo di Damasco sull’imminente inizio degli attacchi contro l’Isis né il dichiarato intento di sconfiggere i terroristi in Siria e in Iraq con un’azione a tappeto senza invasione di terra.

Dal canto suo, lo Stato Islamico ha reso nota la volontà di rispondere all’aggressione vendicandosi nei confronti di coloro (“i figli di Saloul”, ossia i sauditi) che hanno prestato consenso e mezzi militari agli Usa per favorire l’azione in corso.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017