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Bonus Irpef, 80 euro da maggio in busta paga: beneficiari ed esclusi. Tutte le misure del governo

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Dopo una giornata trascorsa a scandire le ore in attesa della conferenza stampa da Palazzo Chigi, sono state finalmente annunciate le misure del decreto col cosiddetto Bonus Irpef, declinate in dieci tweet come nello stile dei Matteo Renzi. Stavolta nessuna slide, ma brevi messaggi sul social network più amato dal premier e dal suo ufficio stampa per illustrare le misure approvate dal Consiglio dei ministri, a partire dal famigerato bonus di 80 euro.

Bonus 80 euro: 10 tweet con l'hashtag #ics per annunciare le misure del decreto

Affiancato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, Matteo Renzi annuncia che i "mitici" 80 euro in più in busta paga di cui tanto si è discusso in merito alle necessarie coperture sono "una misura che non è una tantum, ma strutturale come è strutturale il processo del taglio della spesa": si tratta del il fulcro di quello che Renzi definisce "un provvedimento veramente serio e corposo".

Gli 80 euro per le fasce di reddito più basse "non sono che l'inizio" di una ripresa che il governo auspica ad accelerare con una serie di provvedimenti: il bonus sarà in busta paga da maggio e riguarderà 10 milioni di italiani ma non gli incapienti. Ne beneficiano quei cittadini che presentano un reddito da 8 mila a 25 mila euro l’anno, con una fascia di calo progressivo da 24 a 26 mila euro. Restano esclusi, come previsto dalla bozza di decreto originaria, pensionati, disoccupati e incapienti, oltre alle partite Iva. E' proprio questa la critica che viene mossa a Matteo Renzi dalle opposizioni: "Metteremo la voce degli incapienti e delle partite Iva in un provvedimento nelle prossime settimane, mesi" ha assicurato il premier senza dare una scadenza per evitare di non poterla rispettare.

Oltre al bonus Irpef che "non sarà una tantum ma una misura strutturale, così come il taglio della spesa", tra le misure approvate dal Consiglio dei Ministri è confermata la riduzione dell'Irap per le imprese del 10%. Stretta sulla pubblica amministrazione con la riduzione delle municipalizzate da 8mila a mille in 3 anni.

Le risorse necessarie (6,9 miliardi di euro nel 2014 e circa il doppio nel 2015) arriveranno da una serie di provvedimenti mirati, ma senza tagli lineari, assicura Renzi. Un miliardo arriverà dalla tassazione sulle quote Bankitalia delle banche private, 600 milioni dall’aumento dell’Iva derivato dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Ulteriori 900 milioni di euro arriveranno da provvedimenti di "sobrietà" tra cui taglio delle autoblu ("Massimo 5 a ministero e i sottosegretari vanno a piedi" ha commentato il premier) e 150 milioni di euro di spending review che dovrà fare la Rai.

Confermata la cosiddetta "norma Olivetti", il tetto degli stipendi pubblici di manager e dirigenti che incontrerà il limite massimo di "240 mila euro l'anno", ovvero lo stipendio del Presidente della Repubblica. Ulteriori risparmi per 150 milioni arriveranno dalla "revisione" del programma di acquisto degli F35: in totale la difesa contribuisce per 400 milioni di euro.

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