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Boschi, mozione di sfiducia M5S unisce le opposizioni. La sfida del ministro: "Vediamo chi ha la maggioranza"

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L’idea di una mozione di sfiducia contro il ministro per le Riforme del governo Renzi Maria Elena Boschi, lanciata la scorsa settimana da Alessandro Di Battista a nome del M5S, “rischia” di unire le opposizioni (da Forza Italia a Sinistra Italiana) mentre sul fronte della maggioranza non sembrano prospettarsi colpi di scena ad opera di eventuali “franchi tiratori” di area dem.

Saviano contro il ministro Boschi: "Dimissioni per conflitto d'interessi"

Oltre al Movimento 5 Stelle, in queste ore si discute di voto di sfiducia unitario sulla mozione parlamentare che, se approvata, porterebbe alle dimissioni di Maria Elena Boschi per lo scandalo finanziario sulla compravendita delle azioni di Banca Etruria e il presunto conflitto d’interessi “di famiglia” del ministro delle Riforme in carica.

“Discutiamo, votiamo così vedremo chi ha la maggioranza sono state le parole del giovane esponente del Partito Democratico, personalità di spicco della nuova classe dirigente del centrosinistra al seguito del segretario e premier Matteo Renzi.

(Mozione di sfiducia al ministro Boschi: opposizioni unite e pronte al voto. Video)

Caustica la reazione dei deputati del Movimento 5 Stelle alla sfida del destinatario della mozione di sfiducia individuale ancora non calendarizzata dal presidente della Camera Boldrini: Boschi fa parte di un esecutivo non eletto, deve venire in aula a spiegare” ha rilanciato Di Battista aggiungendo che “c’è un conflitto d’interessi grosso come una casa” e “la famiglia del ministro è coinvolta in pieno”.

In difesa del collega di governo nel mirino delle opposizioni per il decreto-salvabanche e la truffa ai risparmiatori dell’Etruria è intervenuto oggi anche Piercarlo Padoan, numero 1 dell’Economia deciso ad esprimere la massima solidarietà al ministro Pd “che ne uscirà alla grande” perché “non ha nulla da nascondere”.

Sul fronte giudiziario, oggi la Procura della Repubblica di Arezzo ha iscritto nel registro degli indagati l’ultimo Presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l’ex componente del vecchio consiglio di amministrazione Luciano Nataloni dell’istituto di credito toscano con l’ipotesi di reato di omessa comunicazione del conflitto d’interessi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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