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Bossi alla Festa dei Popoli Padani

La Festa dei Popoli Padani è sentita da Umberto Bossi più del Natale e di Capodanno. Ieri a Venezia il leader della Lega Nord ha ripercorso la via per il federalismo lanciando i soliti anatemi:

"Chi non dirà sì al federalismo non potrà ambire a venire a prendere voti al di sopra del Po". "In Aula improvvisamente si scoprirà l'animo gentile del federalismo e lì - ha spiegato - "scopriremo chi è nostro amico e chi è nostro nemico".

Il momento più toccante pare sia stato, come ogni anno, la cerimonia dell'acqua. Una cerimonia diversa rispetto alle precedenti: Bossi ha afferrato l'ampolla con dentro l'acqua del Po raccolta alle fonti tre giorni fa e l'ha sparsa sul popolo leghista come per benedirlo.


Altra esclusiva 2008 il "Va Pensiero" cantato da Miss Camicia Verde con Bossi e tutto lo stato maggiore padano. Ultima innovazione poi, sintomo (pare) di apertura democratica verso altri popoli, la consegna dell'acqua alla laguna di Venezia di altri due fiumi padani: quella del Tagliamento, che separa Veneto da Friuli, e del Piave, fiume veneto sacro alla patria. Le ampolle sono state versate dai bambini ai piedi del palco galleggiante in Riva degli Schiavoni.

Folfklore a parte, la festa dei Popoli Padani è stata soprattutto il luogo delle dichiarazioni squisitamente politiche. "Questo del federalismo fiscale è il punto di passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica" - ha detto Umberto Bossi nel suo intervento - "non è facile farlo passare perchè sono molti quelli che sperano che si ritorni alla Prima Repubblica".

"Dare tanti soldi non serve a fare crescere le regioni ma solo ad anestetizzare la classe politica perchè tanto i soldi loro sanno che arrivano lo stesso. I soldi dati vanno trattati bene perchè finiscono, anzi sono". "Uno dei motivi che non ci sono i soldi - ha detto Bossi - è che le regioni ricche 'sbattono' via un sacco di soldi alle regioni più povere". Il problema, ha rilevato il leader padano, è che "la perequazione si fa sempre sulla base della spesa storica, cifre stabilite una volta, e che non hanno comunque nulla a che vedere con i costi reali. L'aiuto alle regioni va bene ma non sulla spesa storica ma rispetto a quella standardizzata. Come fanno in tutte le regioni d'Europa".

Infine Bossi ha specificato: "Il federalismo non è la secessione ma la gestione più equilibrata delle risorse". Federalismo gentile, per l'appunto.

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