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L'asse Bossi-Napolitano fa tremare Berlusconi

Se tre indizi fanno una prova, allora Berlusconi ha di che preoccuparsi. L'"alleato storico" Umberto Bossi prima infatti ha rilasciato un commento al vetriolo sulle elezioni milanesi - "A Milano se si perde è Berlusconi che perde" - poi ha disertato la manifestazione del Pdl pro Letizia Moratti al Palasharp di Milano e infine ha cambiato rotta sulla nota del Quirinale a proposito del rimpastino: "devo chiedere scusa al presidente Napolitano sulla faccenda dei sottosegretari, perché ha ragione" e ha appoggiato le parole del Capo dello Stato a favore della magistratura: "se non difendi la legalità, poi ti impantani. Senza legalità non si capisce più dove vai. La legalità è fondamentale".

La manifestazione del Pdl a Milano per Letizia Moratti

Commenti e prese di posizione su due temi caldi - composizione della maggioranza e rapporto con i pm - che da sempre rappresentano il fulcro delle battaglie politiche di Berlusconi e che sembrano segnare una pericolosa frattura tra il leader del Carroccio e il premier, anche se il presidente del consiglio minimizza: "massì, che volete che vi dica? Bossi ha fatto bene, benissimo" ha risposto ieri ai giornalisti che gli chiedevano del nuovo feeling tra la Lega e il Colle. Tuttavia Berlusconi è preoccupato: le amministrative di Milano, il fitto calendario di processi - oggi è atteso in aula per il caso Mills - l'aperta ostilità del Quirinale e il voltagabbana di Bossi non fanno presagire nulla di buono. E soprattutto il Carroccio rappresenta una spina nel fianco se, come si dice nel Pdl, la raccomandazione del premier è quella di "tenere d'occhio" i leghisti.

Del resto, da parte sua Bossi manda messaggi ben chiari e l'apprezzamento per Napolitano espresso anche in occasione della firma del decreto sul federalismo regionale e provinciale - "è un uomo di parola e gli dico grazie" - sembra confermare che il Senatur ha per la testa idee che potrebbero non piacere a Berlusconi. La faticosa ricucitura dopo lo strappo sulla Libia sembra dunque non essere così solida e l'asse tra via Bellerio e il Pdl interrotto a favore di una nuova alleanza con il Colle. In fondo, se il premier dovesse cadere, i nomi dei possibili successori - Tremonti o Maroni - sono di assoluto gradimento per Bossi.

Sulla situazione creatasi il Quirinale non si esprime, ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - in occasione della giornata della memoria dedicata alle vittime del terrorismo che ricorre oggi - nell'introduzione del libro commemorativo "Nel loro segno" elogia il "peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all'ondata terroristica e averne ragione" e tuona contro chi denigra il lavoro e la credibilità dei magistrati: "no alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia". Un indiretto ma chiaro avvertimento.

 (foto © LaPresse)

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