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Bossi - Maroni: crisi rimandata

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Il valzer della Lega continua, fuori e dentro il partito. Dopo le dichiarazioni di voto favorevoli all'arresto di Cosentino e il retro front finale by Bossi, arriva la "fatwa" per Maroni e l'immancabile passo indietro del Senatur 24 ore dopo. Ricapitoliamo.

Il 13 gennaio è stato un giorno politicamente complesso: la Camera ha votato contro l'arresto di Nicola Cosentino e il più amareggiato dall'esito del voto è stato, probabilmente, Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno ed ex alleato del partito (il PdL ndr) che tanto ha fatto per lasciare a piede libero "Mister Casal di Principe". Non si tratta di deduzioni tratte da dichiarazioni generiche, Super Bobo ha una seguitissima Fan Page Facebook e così commentava venerdì: "Sono amareggiato e un po' deluso, ma non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica [...] La Lega degli onesti, la Lega senza intrallazzi nè conti all'estero, la Lega che mi ha conquistato per i suoi ideali di onestà e trasparenza, per i suoi valori etici e per i suoi meravigliosi militanti. Grazie a tutti voi, grazie a chi ci sostiene senza chiedere altra ricompensa che quella di vederci lottare senza paura per il nostro grande progetto di rivoluzione democratica: la Padania".

A quanto pare il Direttivo della Lega non ha gradito l'ennesima uscita dissonante di Bobo e, poche ore dopo ha così sentenziato: "Nessun incontro pubblico cui partecipi da solo Roberto Maroni potrà essere organizzato dalla Lega Nord". Ma Maroni è amato dai Leghisti e il popolo padano ha reagito in massa con una valanga di commenti, sempre su Facebook, a sostegno dell'ex ministro. E Maroni, in serata, ha pubblicamente ringraziato: "L'amarezza che mi ha preso ieri sera è stata (almeno in parte) compensata dalla passione che avete messo nei vostri post e dalla discussione che ne è nata, che ha reso ormai questa bacheca uno spazio importante di impegno politico. Grazie grazie grazie e... Avanti Tutta !!! Viva la Lega, Padania libera."

Ed ecco il retro front "pace fatta" di Bossi diffuso da la Padania: "Questo non è il momento delle polemiche. Chi spera in una Lega divisa e dà ascolto a intermediari confusionali rimarrà deluso". Prosegue la nota del quotidiano leghista: "Bossi ha fatto sapere che non vi sono veti alla partecipazione di Maroni ai comizi sul territorio e che presto ne terranno uno insieme. Ancora una volta i vecchi amici si sono dati la mano, convinti più che mai che la Lega sia molto più importante di beghe e contestazioni infondate".

Detto fatto: appena "sciolto il guinzaglio" Maroni si è precipitato in tv, da solo, e lo ha anche annunciato su Facebook: "Sono felice che questa pagina, in poche settimane, sia diventata un luogo di confronto libero per la lega degli onesti ! A questa sera: su Rai3 alle 21!". E da Fazio non risparmia frecciate e dichiarazioni politicamente pesanti: "Mi sono sentito fortemente colpito da una sanzione che non comprendevo, una specie di fatwa che non è prevista dallo statuto e contro la quale non potevo neppure fare ricorso".

"Nei piani alti del partito- ha aggiunto Maroni - c'è qualcuno a cui non sono molto simpatico. [...] Mi sono sentito davvero raggiunto da grande affetto, reazione imprevista che mi ha commosso e che ha indotto Bossi a ritirare provvedimento che io ritengo ingiusto". Sono apparsi "centinaia di messaggi, 500 sulla bacheca di Facebook, da cui arriva una forte richiesta a fare un congresso, che io condivido, ma non sta a me organizzarlo, non parte da me". Nella Lega c'è una struttura centralista come ai tempi del partito comunista", ha poi tuonato Bobo.

Sulla vicenda "interna" l'ex ministro ha poi però precisato: "Nella telefonata Bossi mi ha detto che non sapeva del divieto impostomi di non incontrare la base leghista". La soap continua!

ROBERTO MARONI a Che tempo che fa 15/01/2012

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