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Brasile, negli uffici pubblici vietato dire "la staremo avvisando"

Il decreto 28.314 del governatore José Roberto Arruda lancia un'iniziativa degna di nota. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di Brasilia del 1° Ottobre, sancisce ufficialmente che "È proibito a partire da questa data l'uso del gerundio come scusa di inefficienza". Così negli uffici pubblici del Distrito Federal, lo stato della capitale Brasilia, gli impiegati non potranno più usare espressioni che finiscono in -ando, -endo, -indo (in portoghese, così come in italiano).

Il governatore sostiene, infatti, che queste espressioni servano solo ad imbrogliare l'interlocutore, prendere tempo, rimandare una decisione. Lui stesso ne subisce le conseguenze, sostenendo che i suoi collaboratori intasano di gerundi le carte ufficiali e rispondo sempre dicendo che stanno "facendo, studiando, elaborando, preparando e organizzando", quando in realtà non stanno facendo assolutamente niente. Per capire la questione, bisogna spiegare che in portoghese l'uso del gerundio, in particolare di quello "futuro" piuttosto che quello "semplice" ha delle sfumature molto sottili. Vale a dire che i cittadini brasiliani si sentono rispondere dagli adetti ai call-center oppure dagli dai bancari allo sportello non "provvederemo", ma "staremo provvedendo", non "la avviseremo", ma "la staremo avvisando". Insomma un burocratese inacettabile, utilizzato anche in tv come tormentone nei programmi umoristici.

Ovviamente non tutti sono d'accordo, come il presidente della Corte dei conti, Paulo Cesar Avila, il quale ha dichiarato che "il caso richiede un esame di salute mentale" oppure la professoressa universitaria di lingua portoghese, Wania de Aragao, per la quale "Il gerundio è una categoria verbale corretta. La lingua è di chi la usa, è assurdo legiferare contro".

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