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Brunetta a Servizio pubblico: "Pagare meno Santoro, Fazio e Littizzetto per risolvere la crisi"

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Galvanizzato dalla rimonta nei sondaggi, Silvio Berlusconi sta mettendo in atto una strategia acchiappa-voti tutta fondata sul marketing, sostanzialmente la stessa che ne decretò il trionfo nel 1994 e nel 2001: le ultime trovate sono una catena di Sant'antonio (contattare 10 amici, chiedere loro di contattarne altri 10 e così via) con l'obiettivo di costruire 20.000 "team della libertà" in tutta Italia e un kit del candidato con gli strumenti per affrontare al meglio la campagna elettorale. Le telecamere di Servizio pubblico hanno documentato la preparazione della nuova offensiva del Popolo della libertà con tanto di lancio del nuovo slogan elettorale che va sotto il nome di "equazione liberale del benessere".

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In attesa che venga presentato il nuovo contratto con gli italiani, Berlusconi fa da professore ai suoi candidati in lista: di fondo il concetto è sempre lo stesso, quello della diminuzione della pressione fiscale, ma stavolta il cavallo di battaglia storico del centrodestra è inserito in un più ampio discorso sulla crescita degli indicatori economici, che secondo il Cavaliere sono crollati durante l'ultimo anno di governo tecnico. "E' una formula da imparare a memoria, nei dibattiti vi serve moltissimo - esorta Berlusconi - è l'equazione liberale del benessere, da mettere in campo col nuovo governo, che dice così: per uscire da una crisi, c'è bisogno di meno tasse su imprese, meno tasse famiglie e meno tasse sul lavoro che producono più consumi, più produzione, più introiti nelle casse dello Stato. E questi consentono di ridurre i debiti, di sostenere le imprese ed aiutare chi è rimasto indietro". Questa è la proposta del Cavaliere per vincere la competizione elettorale. Ma i candidati avranno capito davvero di cosa si tratta?

L'inviata di Servizio pubblico Dina Lauricella ha provato a chiedere loro qualche delucidazione, a capire se davvero la strategia del Cavaliere sia chiara per tutti, ma si è ritrovata di fronte prima un nervosissimo Denis Verdini, che le ha puntato il dito contro e l'ha definita antipatica, poi altri esponenti che si sono tenuti piuttosto vaghi sul tema. Nunzia De Girolamo ha promesso che dati e cifre sui quali impostare le misure per la crescita saranno presto resi noti. Sfuggente anche la sempre loquace Daniela Santanchè: "Si legga il programma".

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Chi invece non è sfuggito alle telecamere è l'ex ministro Renato Brunetta. Lui ha le idee ben chiare sull'equazione liberale del benessere e propone la sua ricetta su come uscire dalla crisi economica: "Pagare meno Santoro, pagare meno Fazio e la Littizzetto a Sanremo". Un dejà-vu, quello di Brunetta contro gli stipendi dei conduttori tv, già andato in onda lo scorso novembre, quando ospite in studio di Servizio pubblicò attaccò Michele Santoro per i suoi guadagni e lo invitò a renderli pubbblici, scatenando la reazione del conduttore che assicurò la massima trasparenza sul suo reddito. Evidentemente quella per gli stipendi dei dipendenti delle star della tv è una fissa di Brunetta, che non manca di prendersela con la malcapitata inviata del programma: "Lei non ha studiato. Ci sono volumi che probabilmente lei non ha letto perchè impegnata a fare altro. Ripeto: basta pagare meno Fazio a Sanremo". Il conduttore del Festival è avvertito.

Brunetta contro Santoro e Fazio a Servizio pubblico

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