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Brunetta minaccia la crisi: "Rosy Bindi si dimetta o sarà guerriglia". E' scontro sui precari

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"Il decreto precari? Per me può anche decadere": così il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta ha lanciato l'ultimatum agli alleati del Pd facendo traballare le larghe intese. Al centro della polemica, il doppio binario del decreto sulla p.a. e la questione ancora aperta la presidenza della Commissione Antimafia affidata a Rosy Bindi: "Se lei non si dimette, sarà guerriglia su ogni cosa", ha minacciato Brunetta durante una riunione di maggioranza.

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Le prime fibrillazioni sono nate durante la conferenza dei capigruppo, in cui l'ex ministro ha contestato il provvedimento di stabilizzazione dei precari inserito nel decreto sulla pubblica amministrazione, che va convertiito in legge dalla Camera entro il 30 ottobre. In aperto conflitto con la Cgil, Brunetta ha dichiarato che "ci sono norme nel decreto che contrastano con la legge di stabilità (...) Se un decreto non viene convertito, non è un problema. Non è la prima volta che accade". Parole che hanno fatto parlare il ministro per i Rapporti del Parlamento di un "quadro cambiato", lasciando immaginare che per la maggioranza c'è un nuovo problema all'orizzonte. In ballo ci sono 10mila precari che attendono la stabilizzazione: alla fine sul decreto pubblica amministrazione il consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia, ma riservandosi di non utilizzarla.

La polemica sul decreto incrocia quella più squisitamente politica sulla Presidenza della Commissione Antimafia. A quanto pare, se il Partito democratico non ritirerà la nomina di Rosy Bindi alla guida dell'Antimafia, il Pdl è pronto alle barricate: "Se Rosy Bindi non si dimetterà da presidente dell'Antimafia il Pdl è pronto alla 'guerriglia' in Parlamento", ha detto Brunetta ai cronisti, annunciando che il Pdl non parteciperà alle attività della Commissione.

All'indomani del rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi a Napoli per corruzione e dopo l’astensione sulle riforme costituzionali da parte di una fronda di falchi del Pdl nella giornata di ieri, secondo indiscrezioni parlamentari, il Pdl potrebbe innescare una nuova crisi: durante l’ufficio di presidenza del partito che si terrà domani, Berlusconi dotrebbe annunciare il ritorno di Forza Italia ed escludere le colombe dal nuovo partito, con inevitabili conseguenze sul governo. Sullo sfondo c'è l'accelerazione nella rinascita del partito di cui il Cavaliere resterà il leader, con l'ipotesi di un azzeramento di tutte le cariche attuali, dalla segretaria in giù.

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