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Brunetta pubblica online le consulenze d'oro

Prosegue l'operazione-trasparenza nella pubblica amministrazione avviata dal governo. Dopo la pubblicazione degli stipendi e dei dati sull'assenteismo dei dirigenti pubblici, sul web arrivano i dati sulle consulenze e le collaborazioni esterne ammontate, nel solo 2006, ad oltre 1,3 miliardi di euro. Un'operazione trasparenza talmente trasparente che nell'elenco c'è anche lui, Brunetta. Per la sua consulenza di allora incassò 22.466 euro.

"Sono dati che si commentano da soli", è stato il lapidario commento del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che dopo aver usato parole pesanti contro gli impiegati-fannulloni insiste nel suo programma trasparenza. Secondo quanto pubblicato sul sito del ministero, nel 2006 la Pubblica Amministrazione ha speso per retribuire le oltre 250 mila tra consulenze e collaborazioni esterne ben 1,323 miliardi di euro. Di queste, 396 (che rappresentano appena lo 0,16% del totale) sono state vere e proprie superconsulenze, remunerate con oltre 100 mila euro l'anno. Per la maggior parte (96.719 consulenze, pari al 38,39%) è stato riconosciuto un compensato con parcelle tra i 500 e i 2500 euro l'anno.

Sfoglia i dati su consulenze e collaborazioni pubblicati sul sito del Ministero per la PA

Sulla pubblicazione dei dati sulle consulenze "non voglio dire altro", renderli noti "è previsto per legge". Il ministro Brunetta parla invece in generale del suo impegno contro le inefficienze della Pubblica Amministrazione: "quando ho cominciato la mia battaglia contro i fannulloni, e più in generale contro tutto quello che non funziona come dovrebbe, da economista ho spiegato che il paese non può permettersi questo peso". In un contesto europeo, "con la moneta unica e libera concorrenza tra banche e aziende", per il ministro "quello della burocrazia è un peso insostenibile. Basta pensare che se avessimo la stessa efficienza della Pubblica Amministrazione di alcuni paesi del Nord Europa la crescita del Pil potrebbe aumentare del 30%», passare per esempio «da un +1% l'anno al +1,30%». Brunetta lo ha detto partecipando ad una presentazione del libro di Stefano Livadiotti "L'altra casta. L'inchiesta sul sindacato".

Si è quindi soffermato sulla difficoltà del confronto con le organizzazioni sindacali. "Non posso, per esempio, fare riunioni di ore e ore per discutere di meccanismi premiali nell'ambito di un prodotto, la Pubblica Amministrazione, che stavo per dire che fa schifo, da ministro non posso dirlo, diciamo che non è certamente apprezzata". Brunetta dice che i suoi "clienti sono i cittadini". Ed è con i cittadini che vuole un confronto. «Se poi qualcuno tirerà fuori uno sciopero generale - aggiunge - io spiegherò ai cittadini che quel sindacato è contro di loro, e poi vedremo cosa succede".

Da "socialista in Forza Italia" Brunetta dice di "amare il sindacato: guardo - sottolinea - con amarezza a questi problemi. Tutto questo fa male al paese». Per il ministro della funzione pubblica "il grande consenso manifestato dall'opinione pubblica" alle sue prime mosse per una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione "è dovuto anche al fatto che la gente ha le scatole piene di un sindacato conservatore. Ed io dico lo stesso - aggiunge -: ne ho le scatole piene. Il paese non ne può più di un sindacato conservatore così come è anche vero che non ne può più della casta della politica". Brunetta ne è certo: "o il sindacato cambia o è destinato a sparire: le relazioni sindacali hanno bisogno di un sindacato forte ma non di un sindacato conservatore. C'è uno spazio enorme per un sindacato diverso".

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