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Burqa in pubblico. Il Prefetto dice sì

Il 5 ottobre scorso il Prefetto di Treviso Vittorio Capocelli, in base alla circolare del Dipartimento della Polizia del dicembre 2004 che legittima il burqa in quanto "segno esteriore di una tipica fede religiosa e pratica devozionale", al termine di una riunione con la Consulta per l'immigrazione e l'associazione Migrantes ha dichiarato: "Se per motivi religiosi una persona indossa il burqa lo può fare, basta che si sottoponga all'identificazione e alla rimozione del velo".

A una prima analisi la decisione potrebbe sembrare un eccezionale segno di modernità da parte di un "Prefetto illuminato" ma, forse, non è proprio così.

L'apertura al burqa del Prefetto va infatti a scontrarsi pesantemente con una legge dello Stato, la 152 del 1975, che vieta di fare uso in luogo pubblico, salvo giustificato motivo, di caschi o di qualsiasi altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona. La presenza, quindi, di una circolare del Dipartimento della Polizia non giustifica del tutto la scelta di Capocelli in quanto il peso normativo di una circolare è di molto inferiore a quello di una legge ordinaria.

Lo scontro, oltre che sul piano normativo, assume connotati rilevanti sul piano politico. Assistiamo quindi a un valzer di posizioni contrastanti: in primis c'è il sindaco/sceriffo di Treviso Giancarlo Gentilini, "mister tolleranza zero", che nel 2004 aveva emanato la discussa ordinanza che prevedeva l'arresto delle donne con il burqa ai sensi della sopracitata legge 152 e così si esprime su burqa e islam:"Il burqa? Una mascherata permessa a Carnevale, ma che non può essere tollerata tutti i giorni dell'anno".

Abbiamo poi la presa di posizione di uno dei principali candidati alla leadership del PD, Rosy Bindi, che il 7 ottobre affermava:"Il burqa? Va tollerato. Il vero rischio è Gentilini". A lei risponde il Ministro Amato: "Siamo d'accordo a vietare qualunque cosa copra interamente il volto, e dunque il burqa, perché offende la dignità delle donne islamiche". Chiude il cerchio il Presidente del Consiglio Romano Prodi:"Se vuoi indossare il velo va bene, ma deve essere possibile vederti. Non puoi coprirti il volto".

3 a 2 quindi, per ora: Capocelli e Bindy contro Gentilini, Prodi e Amato. Ad un'analisi più approfondita di ciò che pensa la classe politica italiana in merito a burqa, islam e integrazione religiosa forse i risultati cambierebbero. Voi con chi state?

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