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Cacciari: "La lettera? Non ne capisco il motivo"

"Mi sfugge la ragione di pubblicarla sui giornali". Così Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia commenta la lettera di Veronica Lario pubblicata stamane sulla Repubblica.
"La lettera e' piena di dignita' ma non capisco francamente perche' una signora debba pubblicarla sui giornali. Se suo marito la offende, eccetera... risolvera' le cose con lui. Se fossi stato nei suoi panni avrei mandato a quel paese mio marito in privato e poi avrei preso le decisioni conseguenti. E' molto semplice".
E perchè la Lario avrebbe scelto Repubblica? "Qualunque giornale non sarebbe cambiato niente. Qualunque quotidiano a cui fosse arrivata la lettera l'avrebbe pubblicata".
E' un segno di rottura tra Berlusconi e sua moglie? "Quando si arriva a parlarsi attraverso i giornali e le lettere pubbliche e' chiaro che ormai un rapporto e' finito. Dubito che ci sia un buon rapporto tra i due".
E le uscite di Berlusconi? "E' una persona di pessimo gusto. Si sa, e' noto. Dubito che sua moglie possa averlo scoperto solo ora. Berlusconi e' una persona di pessimo gusto, avra' altre doti ma non certo quella del buon gusto".

Oltre a Massimo Cacciari, nella discussione è intervenuto anche Antonio Polito, giornalista e senatore DL: "In attesa delle scuse pubbliche di Silvio Berlusconi, vorrei far giungere le mie scuse alla signora Veronica Lario. Mi scuso come uomo, come giornalista e come parlamentare. Mi scuso di aver per l'ennesima volta sorriso alle battute allusive e maschiliste del marito, invece di indignarmene. Mi scuso di non averle commentate con severita', per non apparire bacchettone. Noi uomini italiani, e noi politici in particolare, siamo tutti colpevoli di omerta' quando il rispetto per le donne e' calpestato".

"Sono questioni che riguardano i coniugi Berlusconi dei quali non mi interesso", ha invece dichiarato il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.

Fiorello (che della fatidica serata dei Telegatti è stato uno dei protagonisti) ha detto: ''Tra moglie e marito non mettere il dito, ed io non ci metterei neanche il mignolo''.

"La lettera di Veronica Lario è una delle testimonianze più belle ed efficaci del concetto di dignità femminile", ha dichiarato l'on. Silvana Mura, deputata di Idv. "Al punto che la definirei quasi un manifesto. Questa lettera acquista ancora più valore e significato in quanto non ha come oggetto solo la difesa della dignità personale di una donna, ma soprattutto perché testimonia il valore di questa dignità verso i figli, in quanto essi stessi uomini e donne. Se vogliamo che la nostra società faccia un passo avanti nell’affermazione dei valori di uguaglianza e di rispetto tra uomini e donne, questi valori debbono sempre valere per tutti indipendentemente dalla posizione sociale di ognuno di noi".

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