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Caliendo salvo, Berlusconi: andiamo alle urne

In fondo ci si aspettava un risultato del genere. Il sottosegretario Caliendo è salvo. Graziato. E mentre promette che dimenticherà le cattiverie dei nemici, Berlusconi invoca il ritono alle urne.

I numeri: ore 18.30 di ieri, 27 assenti, in 299 hanno votato con il governo. Nel dettaglio, 229 i contrari, 75 gli astenuti. D'altronde nessuno, tra finiani e centristi, aveva interesse a far cadere il sottosegretario e con lui tutto l'esecutivo. O almeno non subito.

Giacomo Caliendo dunque, al centro dell'inchiesta sulla cosiddetta Loggia Carboni, non dovrà dimettersi nonostante sia coinvolto nell'indagine sulla presunta società segreta che lo ha fatto finire sul registro degli indagati per violazione della legge Anselmi. E afferma: 'Resto fin quando ho la fiducia del Parlamento. Non ho nulla da rimproverarmi, se dovesse emergere che ho mentito, non esiterei un attimo a dare io stesso le dimissioni'.

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In tutto questo marasma, i finiani non perdono pezzi e semmai vedono arrivare la giovane Chiara Moroni che però non ha partecipato al voto su Caliendo. 'Quello che viene presentato come garantismo non ha niente a che vedere con il vero garantismo', ha tenuto a sottolineare, nel suo toccante discorso in cui ha ricordato il padre Sergio, morto suicida dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta di Mani Pulite. Dunque, la Moroni ha lasciato il gruppo del Pdl per iscriversi a Futuro e libertà – a quota 34 membri - sancendo il tutto nello studio del presidente della Camera. Durante i lavori d'Aula, poi, è rimasta sempre seduta accanto al capogruppo Fli, Italo Bocchino.

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Ma adesso cosa accadrà? Nulla per il momento. Ci si gode l'estate, e a settembre sarà quel che sarà. Bossi invita a resistere, mentre in Parlamento si respira aria da stadio. Lo dimostra anche una rissa quasi sfiorata. Mentre il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni stava intervenendo, il deputato del Pdl Marco Martinelli ha gettato in faccia al finiano Aldo Di Biagio la scheda che i parlamentari usano per il voto. E per poco non si è arrivati alle mani.

Dunque, Berlusconi vorrebbe giocare il suo asso nella manica e andare alle urne al più presto. Il premier infatti è amareggiato della situazione attuale, nonché dalla presa di posizione della Moroni. Il suo pensiero fisso? 'Se ci devono essere le elezioni, meglio affrontare al più presto'. Con tanto di attacco frontale ai finiani: 'Oggi per loro c'è stata una pagina nera. L'astensione è inaccettabile. Ci si può astenere su un provvedimento o su una legge ma non su un principio, che è quello dell'innocenza di chi non ha subito affatto condanne definitive. Soprattutto c'è il principio della solidarietà'.

E non manca il 'gentil' pensiero per Fini: 'Nessuno di noi poteva pensare che saremmo arrivati a questo punto. Sono motivazioni solo personali. Io non l'ho cacciato, si è cacciato da solo'. E i due ex cofondatori del Pdl, ormai, non si degnano neanche più di uno sguardo.

(foto © LaPresse)

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