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Camera dei Deputati, l'elezione di Fini - Diretta

Al via alla Camera il quarto scrutinio per l'elezione del presidente, che salvo sorprese inattese sarà Gianfranco Fini. Da questa votazione è richiesta la maggioranza assoluta dei voti.

La diretta da Palazzo:

13.00 - "Fini è riuscito ad emozionarmi ed a commuovermi come aveva fatto il Papa qui a Montecitorio. La sua elezione è una cosa buona per la politica, per le istituzioni e per l'Italia". Cosi Ignazio La Russa, deputato del Pdl, commenta l'elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera.

12.48 - Rigorosamente italiano, il Ferrari, lo spumante scelto dal neo presidente della Camera Gianfranco Fini per il brindisi inaugurale della sedicesima legislatura dopo il discorso di insediamento pronunciato nell'emiciclo di Montecitorio. Insieme a Fini, nella Sala del Presidente al piano aula, molti invitati, tra i quali il suo predecessore Fausto Bertinotti, il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi e il segretario generale della Camera Ugo Zampetti.

12.42 - "L'Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera bianco-verde". Lo ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, commentando il passaggio nel discorso di insediamento del presidente Gianfranco Fini dedicato alla bandiera italiana.

12.38 - "Apprezzabile" il discorso di Gianfranco Fini per l'elezione a presidente della Camera, peccato che nel contrastare tutti i totalitarsimi gli sia sfuggito di citare l'antifascismo". E' il comemnto a caldo di Massimo D'Alema sul discorso della neo eletta terza carica dello Stato.

12.35 - La Lega non ha applaudito nell'Aula della Camera quando il neopresidente Gianfranco Fini ha citato la bandiera Tricolore come simbolo dell'unità nazionale. Un timido applauso dai banchi del Carroccio si è levato quando Fini ha salutato Napolitano. Unanime in Aula l'applauso, anche se più timido dai banchi del Pd rispetto agli altri, quando Fini ha citato il Papa e ha sottolineato il valore centrale dei valori cristiani. Il Pd non ha applaudito quando Fini ha salutato il neopresidente del Senato Renato Schifani, ed ha accolto in modo contrastato l'appello a "ricostruire la memoria condivisa" quando il presidente della Camera ha fatto cenno al 24 aprile e al Primo maggio.

12.09 - Discorso di insediamento di Fini: "25 aprile e 1° maggio sono giornate condivise da tutte le forze politiche. La minaccia alla democrazia è data dal diffuso relativismo culturale, dalla convinzione che libertà significa assenza di doveri. La laicità delle istituzioni è il principio irrinunciabile della nostra come di ogni democrazia moderna, ma il Parlamento deve riconoscere il ruolo di difesa e di formazione dell'identità della nostra Patria che hanno avuto i fondamenti della religione cristiana. Rendo omaggio alla bandiera Tricolore che qui è esposta che è il simbolo della nostra nazione, in essa si riconosce il nostro popolo. Dedico alla magistratura e alle forze dell'ordine impegnate in missioni internazionali la mia presidenza. Domani è la festa dei lavoratori: il diritto al lavoro è fondamentale perchè libera le famiglie dal bisogno. Mi auguro che la camera sappia fornire risposte capaci per la ripresa economica e per lo sviluppo sociale. Imperativo morale: diritto al lavoro in sicurezza, le morti bianche offendono la coscienza di ognuno, serve uno sforzo comune per porvi fine. Bisogna affrontare la questione del Mediterraneo, immigrazione e integrazione. Grazie per l'attenzione a deputate e deputati, specie alle nuove leve. W l'Italia e w la Camera dei Deputati".

11.45 - Con 335 voti validi Gianfranco Fini è il nuovo Presidente della Camera dei Deputati, 259 le schede bianche.

11.40 - Gianfranco Fini ha appena raggiunto il quorum alla Camera. Applausi per lui in aula.

11.35 - Walter Veltroni non ha partecipato questa mattina alla seduta della Camera per l'elezione del nuovo presidente perchè ricoverato al Gemelli per un piccolo intervento di litotritosi, "il bombardamento di un calcolo" spiega Walter Verini. Il segretario del Pd aveva già sofferto in passato di un analogo disturbo e aveva rimandato l'intervento per gli impegni della campagna elettorale fissandolo per questa mattina. "Mi ha telefonato -riferisce Verini ai cronisti- e mi ha detto che è andato tutto bene. Oggi pomeriggio sarà già a casa".

11.27 - "Berlusconi ha detto che se non fanno bene li andranno a prendere a casa: io gli rispondo di stare tranquillo, saremo noi di Forza Nuova i primi ad andarli a prendere sotto Montecitorio": lo afferma, in una dichiarazione, il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. "Bossi ha affermato di avere 300 mila martiri a disposizione, io più seriamente dico di avere qualche migliaio di uomini e donne disposti a far rimpiangere al Pdl di non aver perso queste elezioni se non faranno bene".

11.12 - Un rapporto "di tipo federativo» tra i Radicali e il Pd. Lo propongono i Radicali stessi in una lettera inviata a Walter Veltroni. "Cari Walter, Dario, Goffredo, le cose sono andate come sono andate, sia per quanto riguarda la vicenda elettorale, sia per il rapporto tra il Partito democratico e i Radicali. Ci limitiamo a dire, a questo proposito che le cose sono andate in modo diverso da quello che voi avevate preannunciato, previsto e auspicato, in particolare rispetto alla questione della motivazione fondamentale, ufficiale e pubblica, per la quale avete consentito all'Italia dei valori la presentazione autonoma collegata, mentre l'avete negata a noi. In conseguenza di quanto accaduto abbiamo accumulato, politicamente parlando, un rapporto reciprocamente negativo tra noi, che vorremmo da subito mutare - scrivono i radicali - rilanciando proprio con la politica, con forme di lavoro e obiettivi comuni da conquistare con la massima urgenza.

11.05 - Il presidente del Consiglio "in pectore" Silvio Berlusconi è giunto nell'Aula della Camera dove è in corso la votazione per eleggere il presidente. Berlusconi è entrato nell'emiciclo attorniato da un capannello di deputati, e si è subito recato ai banchi della Lega per salutare deputate e deputati del Carroccio.

11.00 - "Ciao Umberto, dove stanno i fucili?". Sono le parole con cui Gianfranco Fini, mentre sono in corso le votazioni che con ogni probabilità lo eleggeranno presidente della Camera, saluta in Transatlantico il leader della Lega, Umberto Bossi. All'esponente leghista Rosy Mauro, che fa notare a Fini la sua perfetta abbronzatura, il presidente "in pectore" replica con un'altra battuta: "sono stato a Lampedusa a salutare tutti i leghisti. Ma ci andavo già da prima, in tempi non sospetti". Il siparietto si chiude con i ringraziamenti per la presenza a Montecitorio del leader del Carroccio: "grazie per essere venuto a votarmi", conclude Fini.

10.52 - "Sì ho votato... il voto è segreto". Massimo D'Alema risponde così ai giornalisti uscendo dalla sala Aldo Moro, alla Camera, dove sono in corso le votazioni per eleggere il capogruppo di Montecitorio. Il ministro degli Esteri è andato a votare in compagnia di Giuseppe Fioroni con il quale si è intrattenuto a parlare. A Montecitorio il gruppo del Pd va verso la riconferma di Antonello Soro. Nei giorni scorsi D'Alema aveva fatto capire che avrebbe preferito una soluzione nuova come Pierluigi Bersani.

10.50 - Si presenta a Montecitorio in completo grigio chiaro e cravatta rosa, in attesa di essere eletto allo scranno più alto dell'Assemblea. Mentre in Aula è in corso la quarta votazione, Gianfranco Fini si dice "un pò emozionato". "Ma credo sia normale. Sono anche uno freddo di carattere", aggiunge subito spiegando di essere 'un Capricorno'. Fini, che si è trattenuto a chiacchierare con Roberto Calderoli si è poi lasciato andare ai ricordi e, in particolare, alla prima volta che varcò il portone che conduce all'emiciclo. "Era l'83 - racconta - e c'erano Almirante e Berlinguer...".

10.22 - Il linguaggio di Bossi è "inadatto a un ministro e a una politica sobria" rileva Avvenire in un articolo nella pagina degli editoriali firmato da Sergio Soave e intitolato "Bossi e la continenza verbale, guai se non si dà una regolata". "Ora che dispone di un consenso ampio, con la prospettiva di esercitare funzioni decisive nel governo del Paese", rileva il quotidiano dei vescovi, Bossi deve "evitare iperboli verbali, che seppure regolarmente rettificate, aprono interminabili polemiche che non giovano allo stabilirsi di un clima civile nelle relazioni politiche".

10.15 - L'attuazione del federalismo fiscale "è il tassello fondamentale che manca per il riconoscimento di una effettiva autonomia di regioni ed enti locali". Lo scrive Umberto Bossi in una proposta di legge già presentata alla Camera. Tra i principi fondamentali Bossi indica: no ad aumenti della spesa pubblica o inasprimenti dell'imposizione fiscale sui cittadini, correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso ai servizi offerti sul territorio, semplificazione del sistema tributario, trasparenza e efficienza nelle decisioni di entrata e di spesa. L'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale, sempre secondo la proposta di Bossi, si fonda su tre pilastri: riconoscimento di ampie forme autonome di entrata per regioni e enti locali, previsione di meccanismi perequativi equi e efficienti, nonchè di nuove regole di coordinamento della finanza pubblica.

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