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Camera, stop all'inchiesta sul G8

E’ polemica all’interno dell’Unione all’indomani del voto che ha bocciato la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova. Con i voti contrari (22, così come i favorevoli) di Cdl, Italia dei Valori e Udeur la commissione Affari Costituzionali della Camera non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula.

"Un atto gravissimo, preferiscono insabbiare", il commento deluso del ministro Paolo Ferrero di Rifondazione comunista mentre Gennaro Migliore, capogruppo di Rc, attacca: "Per noi è un fatto di gravità assoluta, intervenga Prodi". "Clamoroso non voler trovare la verità", aggiunge il segretario del Pdci Oliviero Diliberto.

"Volevano indagare solo sulla polizia", si difende Antonio Di Pietro "Una giustizia a metà. Noi vogliamo una commissione che indaghi sia sui manifestanti che sugli abusi delle forze dell'ordine".

"La commissione? Nel programma non l'ho vista", dice Clemente Mastella. Eppure nel programma dell’Unione, pagina 77, il richiamo al G8 del luglio 2001 sembra chiaro: "...sui fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) l'Unione propone, per la prossima legislatura, l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta".

L’ opposizione, intanto, esulta. Un colpaccio costruito grazie all’arrivo, pochi minuti prima della conclusione dei lavori, di una nutrita 'pattuglia' di deputati azzurri guidati dal capogruppo Elio Vito, che è riuscita a pareggiare i conti con i parlamentari del centrosinistra fino a quel punto in sovrabbondanza. A nulla sono valsi i tentativi, da parte della maggioranza, di contattare gli assenti: L’ultimo convocato si è presentato dopo il voto.

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