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Carfagna: "Tv percorso obbligato, soddisfazioni sono altre"

Il governo Berlusconi IV ha ormai la sua "madrina" ufficiale: Mara Carfagna. Giovane (33 anni), colta (una laurea in giurisprudenza), politica (deputata dal 2006) ma, soprattutto, bella...molto bella. Talmente bella da poter permettersi di definire il proprio passato da showgirl un "percorso obbligato".

Di politica ma anche di tv e foto osè ha parlato Mara Carfagna nella sua prima intervista da ministro delle Pari Opportunità rilasciata al quotidiano "La Stampa". Vediamo, stralciandone i punti più significativi, cosa ha detto e come si pone su alcune questioni chiave "la ministra più bella del mondo":

Quelle foto desnuda ricomparse su Internet il giorno in cui ha giurato da ministra. Si è arrabbiata?
"No, mi sono messa serenamente al lavoro. Confido molto sulla mia volontà e testardaggine. Penso che avere un aspetto fisico gradevole non sia un reato, una colpa, e che non debba necessariamente precludere il dedicarsi alla politica, alla società e alle istituzioni. Chi vuole soffermarsi sull’aspetto fisico, lo faccia, si diverta... Non so quale divertimento ci possa essere: io sono abituata a scendere più a fondo".

Dalla scrivania di ministro il suo passato televisivo come lo vede?
"Non è una cosa di cui vado orgogliosa. Ho sempre fatto il lavoro in televisione con grande serietà e dignità ma non era una scelta di vita in quel momento: è stato un percorso obbligato che mi si è presentato davanti. Oggi che faccio politica e mi è stata data questa grandissima possibilità, mi sono resa conto che ci sono ben altre cose che possono gratificare e darti soddisfazione. Mi pento di non averlo scoperto prima, di non essermi dedicata prima all’attività politica. Questo è un messaggio che mi permetto di dare alle donne e ragazze: non è soltanto aspirando a fare la conduttrice, la cantante o la velina che si può raggiungere la massima soddisfazione nella vita. Ho rispetto per le aspirazioni di chiunque, ma ho paura che molto spesso si trasmette il messaggio che fare televisione e cinema sia la cosa che più si possa desiderare dalla vita".

La bellezza aiuta o penalizza in politica?
"L’aspetto gradevole facilita la rapidità delle relazioni e il mondo politico è un segmento di società fortemente maschilista, dominato da alcuni stereotipi: non si crede che la donna sia in grado di fare politica, con serietà e impegno. E questo riguarda sia la destra sia la sinistra. Non è la bellezza che deve attirare l’attenzione sul mio impegno politico: si perderebbe molto tempo e in politica è una cosa che non ci si può permettere".

Adesso che è ministro, ha l’opportunità di dimostrare quello che sta dicendo
"Sono onorata di guidare questo dicastero: ho scoperto un mondo che non mi aspettavo potesse esistere. Mi riferisco alle competenze che ci sono. Io credo che fino ad oggi le Pari Opportunità siano state considerate solo sul versante delle donne rispetto agli uomini e degli omosessuali rispetto agli eterosessuali. Ma visto che in questo campo sono stati fatti passi avanti, voglio occuparmi di più di altre questioni. Al centro del mio impegno ci sarà sempre la famiglia e la denatalità.

Giovanardi ha detto che la circolare Turco sull’inseminazione va cancellata. Lei è d’accordo?
"Io dico che le priorità del Paese sono altre senza dimenticare che il problema sollevato da Giovanardi non può essere trascurato. Non servono scontri: si deve aprire un confronto. La legge 40 provoca delle contraddizioni: non consente la diagnosi preimpianto ma poi la 194 prevede l’aborto entro i primi tre mesi nel caso di malformazioni. Per cui una donna non fa la diagnosi ma poi ricorre all’aborto".

A Berlusconi piacciono molto le donne e non risparmia le battute. Ma così non danneggia la vostra immagine? "No. Guardi, Berlusconi nei confronti delle donne ha sempre dimostrato stima e lo ha fatto anche adesso candidando personalità come Fiamma Nirenstein, Suad Usbai, Eugenia Roccella, Barbara Contini. La stima nelle donne la dimostra quando si tratta di fare le scelte serie. Quanto alle battute e ai complimenti, è un suo modo di fare".

Sarebbe andata in missione all’estero incinta come ha fatto la ministra spagnola?
"Mai. Avrei privilegiato mio figlio. Mettere a rischio la gravidanza, mettersi su un aereo con il medico al seguito non è il massimo. Le donne non devono cadere nei tranelli della politica".

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