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Casaleggio, intervista a Nuzzi: "Italia a rischio rivolta" e chiude a Pd: "Se governo insieme lascio M5S"

  • beppegrillo.it

L'Italia? A un passo da "situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell'ordine pubblico". Parola di Gianroberto Casaleggio. In una lunga intervista a Gianluigi Nuzzi, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, il 'guru' del M5S riflette su diversi temi cari al Movimento - dalla democrazia diretta/digitale alla revisione della Carta Costituzionale, dal web al governo - e lancia quindi l'allarme sul futuro del Paese.

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Interrogato sul modo in cui pensa che cambierà l'Italia, Casaleggio risponde dicendo di pensare che "nei prossimi mesi, non so quanti", lo Stivale avrà "uno shock economico" che "potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte". Qualcosa dunque, che "non può essere dominato dalla politica". Per il guru non sarà "una guerra civile, no", ma per l'appunto si manifesteranno delle "situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico". "Il Paese ha bisogno di una svolta e questa svolta tarda a venire mentre l’economia continua a peggiorare sensibilmente", conclude Casaleggio.

Parole ben studiate, misurate, ma dal valore dirompente, che hanno immediatamente iniziato a rimbalzare in rete, riprese dai vari siti e blog di informazione, e che arrivano a pochi giorni di distanza dalla dichiarazione di Beppe Grillo in conferenza stampa, dopo l'incontro con Giorgio Napolitano al Quirinale: "La gente vuole prendere i fucili, i bastoni e sono io a dire proviamo ancora con la democrazia". "#Casaleggio SkyTg possibili rivolte se economia non cambia Rivolte fiscali fucili di #Grillo moschetti di #Bossi? Chiarisca", scrive infatti su Twitter il giornalista Gabriele Di Matteo, dando voce a una perplessità, un timore, condiviso da molti: in base a che cosa i due massimi rappresentanti del Movimento 5 Stelle lanciano questi allarmi? E poi, se da un lato possono essere intesi come monito, dall'altro non rischiano di mettere 'la pulce nell'orecchio' - volgarmente parlando - a persone particolarmente suggestionabili e/o che non aspettano altro che un segno per 'fare qualcosa'? Perché è vero che ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma anche che non tutti reagiscono allo stesso modo a parole e stimoli che li circondano.

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Di sicuro c'è che Casaleggio considera i partiti "una costruzione, un'organizzazione" che "hanno un senso quando sono state create, ma nel tempo devono cambiare o si devono sostituire", ribadendo il nuovo-vecchio ruolo della democrazia diretta, ora democrazia digitale: "Oggi la democrazia diretta ha la possibilità attraverso la rete – e quindi attraverso la partecipazione di tutti i cittadini alla conoscenza e alle interazioni – di manifestarsi", spiega Casaleggio, aggiungendo che "democrazia diretta vuol dire portare, spostare verso il cittadino il peso delle decisioni".

Processo quest'ultimo che potrebbe essere accelerato attraverso l'introduzione del "referendum propositivo e senza quorum", della "elezione diretta del candidato su base circoscrizionale" e "del vincolo di mandato, cioè l’abolizione della possibilità di un parlamentare di presentarsi con una coalizione, un partito, un programma e il giorno dopo tradire gli elettori cambiando casacca". Tre 'novità', insieme anche all'abolizione del voto segreto, che per Casaleggio sono possibili ipotizzando "una revisione complessiva" della Costituzione.

Nella lunga intervista, dopo avere liquidato gli avversari rispondendo: "Non me ne viene in mente uno" alla domanda: "C'è qualche politico al quale lei guarda con attenzione o sorpresa?", il guru del M5S dichiara anche che uscirebbe dal Movimento in caso di governo col Pd e su Giorgio Napolitano dice: "Trovo che la Costituzione italiana anche se non è esplicita su questo implicitamente dichiari che non possa esserci un secondo settennato". Il Presidente infatti presenta dei limiti, "Credo soprattutto l'età e poi il fatto che insieme a molte altre persone che oggi sono in politica è in politica da molti anni. È necessario un ricambio politico", anche se, ammette lo stesso Casaleggio, durante l'incontro al Quirinale ("molto cordiale"), "ho trovato una consapevolezza della situazione del Paese".


Gianroberto Casaleggio intervistato da Gianluigi Nuzzi

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