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Casamonica, i funerali "show" del boss a Roma scatenano le polemiche: autorità nella bufera

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Cresce l’imbarazzo tra le autorità romane, dalla Prefettura al Comune passando per la Questura, per i funerali “show” del boss sinti Vittorio Casamonica celebrati ieri al Tuscolano con una coda di polemiche destinata a far tremare ancora una volta le aule istituzionali della Capitale non senza qualche scossone dalle parti di Montecitorio e Palazzo Chigi.

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Tutti, almeno a parole, negano di aver contribuito in modo diretto o indiretto allo svolgimento in pompa magna delle esequie del capoclan laziale, al centro di numerose indagini sul crimine organizzato a Roma e citato in diverse occasioni nella recente inchiesta Mafia Capitale, ma le notizie di queste ultime ore sembrano smentire gran parte delle tesi ufficiali.

Come testimoniato da alcuni cittadini intervistati da giornali e tv nelle ore successive ai funerali di Vittorio Casamonica, i vigili urbani erano presenti al corteo partito nel pomeriggio da via Roccabernarda nel quartiere Romanina e culminato nel raduno al piazzale grande del Tuscolano e nella cerimonia tra le mura chiesa di San Giovanni Bosco, la stessa peraltro che aveva chiuso le porte alla famiglia Welby pochi anni fa.

(Carovana funebre in grande stile per il "Re di Roma" Vittorio Casamonica: il video)

Curia, Prefetto, Questore e Ministro dell’Interno sono alle prese con una pioggia di accuse impietosa e nessuna delle autorità responsabili dell’ordine pubblico sembra in grado al momento di smarcarsi dalle imbarazzanti accuse mosse da quotidiani e forze politiche di opposizione sia locali che nazionali: possibile che tutti ignorassero l’esistenza del personaggio in questione o quantomeno fossero all’oscuro dell’identità del “caro estinto”?

Ultima in ordine cronologico, la testimonianza riportata dal “Messaggero” in merito al ruolo di “scorta” alla carovana funebre dei Casamonica, con tanto di carrozza trainata dai cavalli neri ed elicottero in cielo (oltre alle musiche della banda e ai manifesti formato maxi in perfetto stile “Padrino”), ha messo un pesante cerino in mano al Comune di Roma e al primo cittadino Marino, chiamato in causa insieme al vicesindaco Causi per la mancata vigilanza sul contestato evento andato in scena ieri nelle strade della Capitale.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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