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Casapound, raduno nazionale a Castano Primo: la festa inizia nonostante il divieto del Prefetto

  • Twitter @RobMaggioni

Il raduno nazionale di Casapound, in programma dall'11 al 13 settembre a Castano Primo (in provincia di Milano), ha avuto regolare inizio questo pomeriggio alle 18, nonostante il divieto del Prefetto.

Attivisti del movimento politico di ultradestra hanno occupato la tensostruttura, dando il via regolarmente al raduno nazionale. Il Sindaco di Castano Primo, Giuseppe Pignatello, che a lungo si è battuto per il ritiro dell'autorizzazione alla manifestazione, non ha potuto far altro che osservare il tutto dall'esterno. Anche per il mancato invio degli agenti promesso dal Prefetto.

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Il leader di Casapound, Gianluca Iannone, ha risolto la questione con una scrollata di spalle. "Ci denunciano per manifestazione non autorizzata? Bene. la aggiungeremo alla nostra collezione".

"La revoca dell'autorizzazione era un atto di prepotenza e noi le prepotenze siamo abituati a combatterle", le parole di Iannone "Pignatello evidentemente avrà ricevuto le minacce dai soliti noti".

Il primo dibattito della manifestazione è stato moderato da Francesco Borgonovo, giornalista di Libero. Borgonovo dal palco non le ha mandate a dire a chi non voleva che la manifestazione avesse luogo.

"Ci fa schifo il fatto che qualcuno possa togliere la parola a delle persone e il fatto che si sia creato un fronte comune affinché ciò avvenisse", il pensiero di Borgonovo.

Tra gli ospiti del raduno nazionale, il senatore leghista Raffaele Volpi, vicepresidente di Noi Con Salvini. "E' uno scandalo togliere la parola a chiunque voglia parlare di politica, non solo ad un senatore", ha dichiarato Volpi.

Poche ore prima, il sindaco di Castano Primo era intervenuto sulla revoca dell'autorizzazione del Prefetto, Francesco Paolo Tronca: "Siamo contenti per la revoca, faremo quel che il Prefetto ci ha detto per eliminare la tensostruttura".

Così come scrive Roberto Maggioni su Twitter, nonostante la revoca dell'autorizzazione, a Casapound è stata data la possibilità di montare in tutta tranquillità la tensostruttura. "Dei 500 agenti che la Prefettura avrebbe dovuto inviare, neanche l'ombra".

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