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Caso Fiorito. Renata Polverini minaccia dimissioni: "O si taglia tutto o si va a casa"

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E' stata una seduta infuocata quella del Consiglio regionale del Lazio convocata d'urgenza da Renata Polverini dopo lo scandalo che ha coinvolto l'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito, indagato per peculato dalla procura di Roma in merito alla gestione dei fondi pubblici attribuiti al gruppo. Centinaia di migliaia di euro trasferiti ai suoi tanti conti correnti in Italia e all'estero, per spese destinate a cene, festini romani a base di escort e vacanze in Costa Smeralda, per Battiston ma anche per altri esponenti Pdl in Consiglio regionale (almeno così sostiene l'indagato).

Renata Polverini agguerrita in Consiglio regionale: guarda il video

Quella invocata da Polverini è una rivoluzione delle regole di finanziamento ai gruppi consiliari, ma non solo, anche una radicale riorganizzazione del Consiglio in nome dell'efficienza e della lotta agli sprechi, una strada obbligata per evitare la fine della legislatura regionale: "Sciogliere i monogruppi, azzerare i contributi destinati ai gruppi consiliari e sospendere quelli per il loro funzionamento fino a che non arriviamo ad un sistema trasparente di certificazione dello scopo destinato".

Scandalo in Regione Lazio: Fiorito indagato per peculato

Questa è la ricetta di Renata Polverini per uscire dal ciclone giudiziario che rischia di travolgere la Regione: tagli drastici ai finanziamenti e Commissioni dimezzate, riduzione degli stipendi dei consiglieri e niente più fondi affidati alla disponibilità dei gruppi senza alcun controllo. Una spending review in salsa romana per uscire da una situazione politicamente imbarazzante, che la governatrice ha descritto con la solita esuberanza: "O superiamo questo scoglio o siamo come la Concordia e ci sfracelliamo".

In un discorso durato oltre mezz'ora la Presidente della Giunta si è mostrata agguerrita e decisa a cambiare rotta. Altrimenti, è pronta anche a rassegnare le dimissioni, con conseguenti elezioni anticipate: "La mia strada è questa: o va avanti o finisce. Se qualcuno pensa di usarmi per procrastinare la situazione ha capito male: o si supera o si va a casa oggi(...)Sono qui per dire basta. Nel tentativo di spalare fango ci siamo mostrati ancora più inadeguati di quanto le persone di tutto il paese pensano".

Nel chiedere scusa ai cittadini italiani per la truffa sconvolgente a danno delle casse pubbliche, Renata Polverini ha annunciato in Consiglio regionale una battaglia ad oltranza per ottenere l'approvazione del suo pacchetto risparmi: "Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro. Stasera, stanotte, domani, che la seduta duri quanto vogliano i consiglieri: o siamo convinti che abbiamo voltato pagina oppure da qui usciamo convinti che siamo ex rappresentanti della istituzione, io per prima", ha affermato.

Poi il riferimento alle sue vicende personali, la malattia che l'ha colpita recentemente e da cui sono nate non poche polemiche in relazione al ricovero al Sant'Andrea di Roma: "I tumori che stanno qua dentro come nella mia gola vanno estirpati, oggi. Non intendo nella maniera più assoluta mantenere questa regione nello stress comunicativo che non permette di dire cosa faremo di buono".

Il ricovero con polemiche di Renata Polverini

La Polverini ha incassato l'appoggio de La Destra di Francesco Storace, storico alleato dell'ex sindacalista, che insieme al consigliere Buonasorte ha annunciato le dimissioni dalle commissioni di competenza. Ma la vera sfida politica sarà quella sulle dimissioni del capogruppo Pdl Francesco Battistoni, che aveva sostituito Fiorito nel luglio scorso. Dimissioni chieste a tutti i costi dalla Polverini, in vista di un azzeramento delle cariche che servirà a dare un nuovo volto al Consiglio regionale.

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