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Caso Liechtenstein - Politici e imprenditori nella lista

Come ormai noto, nella campagna elettorale delle "liste pulite" è esploso il caso Liechtenstein. L'Agenzia delle Entrate è infatti in possesso di una lista di nomi di italiani che avrebbero frodato il fisco tramite conti aperti in una banca del principato. "Io mi sto muovendo con la massima correttezza istituzionale. La lista che abbiamo ricevuto dalle autorità tedesche va esaminata con attenzione, da parte dei nostri uffici e da parte della magistratura". Così il vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, intervistato da "Repubblica" sulla ormai chiacchieratissima vicenda.

Il toto - black list con i 150 nomi eccellenti è ancora in corso e Visco non si sbottona: politici nella lista degli evasori con il conto nel Liechtenstein? "Niente di particolare. Stiamo verificando le singole posizioni. Ma non aspettatevi cose esplosive". "Stiamo verificando se questi contribuenti hanno dichiarato i loro conti a Vaduz e, in questo caso, non c'è nulla da addebitargli, oppure se non li hanno dichiarati e, in questo caso, scatta invece l'ipotesi di reato e l'accertamento fiscale automatico. Stiamo incrociando i dati su queste posizioni estere - aggiunge Visco - con le dichiarazioni fiscali effettuate in Italia. Insomma, stiamo facendo tutte le verifiche necessarie su questi elenchi che, oltre tutto, potrebbero essere anche parziali e incompleti. Finito questo lavoro - spiega il vice ministro - manderemo i fascicoli sugli eventuali illeciti alle Procure e, a quel punto, i nomi saranno di dominio pubblico".

Il vice-ministro - è riportato dall'articolo - ha confermato il profilo composito degli evasori in lista: c'è qualche "grosso nome" del pianeta dell'industria e anche del mondo dello spettacolo. Ci sono medi imprenditori, manager d'azienda, professionisti, intere famiglie "con lo stesso cognome" e con conti intestati a genitori, figli e nipoti. Ci sono "somme modeste, poche centinaia di miglia di euro". Ma anche "cifre più grosse" e poi persino "qualche cifra grossissima da diversi milioni di euro".

Visco evidenzia poi che la vicenda, con tutti i paesi in campo contro l'evasione, rappresenta "una svolta politico-culturale delle grandi democrazie occidentali". "Questa vicenda - afferma - è la conferma che noi in questi due anni di governo abbiamo cominciato a fere la costa giusta. La lotta all'evasione ha dato e sta dando i suoi frutti. Ora la novità clamorosa è che si sta muovendo l'Europa. L'inchiesta avviata dalla Germania segna una svolta politico culturale: un Paese serio queste battaglie le fa, con tutto il peso del suo sistema politico e del suoi apparati istituzionali. Anche noi avevamo cominciato. Ma ora, se con le elezioni cambia il quadro politico che fine farà questo nostro impegno per la legalità fiscale?".

Curiosa la distanza tra le posizioni di Fassino e Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera. L'ex segretario Ds ha affermato: "Credo che tutto questo vada condotto con trasparenza, ma trasparenza e l'informazione dell'opinione pubblica devono essere diverse dalla gogna mediatica". Donadi chiede invece la gogna mediatica: "I cittadini hanno il diritto di sapere se nella lista del partito che hanno scelto di votare ci sono politici che hanno evaso le tasse, occultando il loro patrimonio nelle banche del Principato del Liechtenstein".

così sgrammaticato chiedere che venga presentata la lista dei politici e degli imprenditori che hanno portato i soldi in Liechtenstein, così che gli italiani sappiano chi sono quei loro concittadini che hanno evaso il fisco e così hanno rubato risorse al loro Stato?". È quanto ha affermato il presidente della Camera Fausto Bertinotti a '"Unomattina" su Raiuno. Bertinotti sottolinea che "chi paga le tasse non alla fonte ma secondo quello che denuncia in Italia è sistematicamente evasore fiscale". Aggiunge che per capire quale sia la situazione "basta andare nei porti turistici a vedere quanti yacht ci sono, a fronte del solo 2% di contribuenti che dichiara di guadagnare più di 100mila euro". E conclude: "Sarà ragionevole non tanto cancellare l'evasione fiscale in Italia, ma almeno portarla al livello Ue, riducendola di quattro volte rispetto a quella attuale?".

Si attende una presa di posizione del Popolo della Libertà anche se i giornali vicini a Berlusconi chiedo a gran voce la pubblicazione dei nomi.

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