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L'interrogatorio di Nicole Minetti: 'Berlusconi, lo Spirito Santo'

Non si fermano le indagini sul caso Ruby – Berlusconi e, domenica, scorsa, nell'ambito dell'inchiesta è stata interrogata a sorpresa Nicole Minetti. La consigliera regionale, protagonista delle vicende legate alle feste ad Arcore, ha raccontato in Questura come si sono svolti i fatti la sera dell'arresto di Ruby Rubacuori.

Le intercettazioni di Nicole Minetti contro Berlusconi

Tutto è partito quando la brasiliana Michelle telefonò per avvertitela dell'arresto della ragazza, denunciata per furto dall'amica: 'Probabilmente, siccome sapeva che io avevo conosciuto Ruby proprio a casa del presidente, pensò di chiamare me. Michelle mi disse di aver telefonato lei stessa al presidente, anche se per evitare di fare nome e cognome usò una terminologia tipo Spirito santo'.

La Minetti, però, ebbe l'incarico dallo stesso Premier: 'Berlusconi mi pregò di andare in Questura. Io ero un po' titubante, anche perché non conoscevo bene Ruby. Anzi, ora mi viene in mente, Berlusconi mi disse: Vai tu perché sei incensurata e ti presenti bene, non so se aggiunse anche che ero consigliere regionale e quindi più affidabile'.

La Minetti si avvale anche della facoltà di non rispondere per quanto riguarda la finta denuncia della scomparsa della sua macchina, quando ha scoperto che il fidanzato di Marysthell Garcia Polanco, era stato arrestato per spaccio di droga, trovata proprio sull'auto prestata alla Pupa dalla consigliera. Non parla neanche delle feste ad Arcore e del bunga bunga. Si difende solo affermando che le dichiarazioni contro il Cavaliere sono state dette in un attimo di rabbia e che il Premier le ha prestato dei soldi quando era in difficoltà.

 (foto © LaPresse)

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