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Caso Ruby, ad Arcore giochi erotici con la divisa della polizia di Stato

Indignazione, scoraggiamento. Questi sono i sentimenti e gli stati d'animo degli agenti che indossano la divisa della polizia di Stato in seguito a quanto emerso circa il caso Ruby, sul quale stanno indagando i pm della Procura di Milano. Ogni giorno nuovi dettagli sollevano un fitto polverone che investe in pieno il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagato per il caso della marocchina Karima 'Ruby' El Mahroug, anche detta Ruby Rubacuori.

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Una testimone ha infatti raccontato che, nel corso dei giochi erotici organizzati nella sala sotterranea del bunga bunga nella villa di Arcore, sia stata usata la divisa della polizia di Stato, proprio quella indossata dagli agenti che ora, per voce dei sindacati di polizia, chiedono alla magistratura di andare avanti con il proprio lavoro e di fare chiarezza.

Gli agenti attendono notizie certe, ma dicono anche che se i racconti verranno confermati si potrà usare solo una parola: vergogna. A commentare le ultime rivelazioni nell'ambito dell'inchiesta sui festini ad Arcore il segretario generale della Uilps (Unione italiana lavoratori polizia di Stato) Sebastiano Di Luciano. 'Sinceramente non riesco a crederci - ha detto Di Luciano - Non voglio fare un discorso di tipo politico, perché come sindacato noi siamo soltanto per la legalità. In un Paese democratico, con organi democratici - dalla magistratura alle forze di polizia - si deve agire nei confronti del presidente del Consiglio come si agirebbe verso un qualsiasi cittadino. Non ci sono legittimi impedimenti che tengano'. E ha aggiunto: 'Provo sdegno e riprovazione rispetto a questo vicende, a maggior ragione perché coinvolgono un premier che può contare su un servizio di polizia di prim'ordine'.

Sulle testimonianze relative all'utilizzo dell'uniforme della polizia durante i festini erotici è intervenuto anche Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap. Tiani ha detto: 'Se venisse tutto confermato, saremmo di fronte ad un'offesa gravissima e gratuita agli uomini e alle donne che indossano, ogni giorno, la divisa. Una divisa che rappresenta l'unità dello Stato: è un simbolo e, se certe cose sono veramente accadute, sarebbe tutto molto degradante. La divisa non può essere usata come strumento di offesa per le donne. Ma sarebbe anche un'offesa anche nei confronti della Repubblica'. Aggiungendo: 'Se è vero che nei festini sono state usate delle uniformi da poliziotte, bisogna chiarire se fossero vere o meno: nella prima ipotesi, infatti, saremmo di fronte alla violazione di una legge'.

Di 'fatto gravissimo' ha parlato anche il segretario generale della Consap, Giorgio Innocenzi; mentre Franco Maccari, segretario del Coisp si è detto 'scoraggiato'. Enzo Marco Letizia, che guida l'Associazione nazionale funzionari di polizia, ha affermato: 'Se venisse confermato, sarebbe una cosa penosa. Non si scherza con i simboli istituzionali'.

 (foto © LaPresse)

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