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Caso Ruby, la maggioranza: 'Processo via da Milano'

Il caso Ruby sempre più nel vivo. La Camera ha infatti approvato con dodici voti di scarto - 314 sì, 302 no - la richiesta avanzata dal Pdl di sollevare davanti alla Consulta un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

In poche parole: l'obiettivo è uno solo, ovvero trasferire il processo che vede imputato Silvio Berlusconi al Tribunale dei ministri, sottraendolo all'autorità giudiziaria di Milano. Questo perché uno dei reati contestati al premier, la concussione - l'altro è la prostituzione minorile - sarebbe di natura ministeriale.

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Ora toccherà alla presidenza della Camera individuare il legale che dovrà redigere il ricorso da presentare alla Corte Costituzionale. Niccolò Ghedini, avvocato del premier, si dice però scettico. Il suo unico pensiero a riguardo: 'I giudici di Milano faranno come sempre quello che vogliono'. Punto.

Le foto di Ruby Rubacuori

Per la votazione sul caso Ruby, intanto, il governo era al completo. Una folla mai vista prima. Presenti tutti i ministri tranne il presidente del Consiglio: nella poltrona da lui abitualmente occupata c'era Michela Vittoria Brambilla, tra Umberto Bossi e Franco Frattini. Addirittura Ignazio La Russa e Giorgia Meloni non hanno trovato posto. Per loro, i banchi dei deputati.

E sui numeri ci sono i primi parere discordanti, come quello del capogruppo Pd Dario Franceschini. 'La votazione, un'altra pagina davvero vergognosa', a proposito dei dodici voti di vantaggio della maggioranza. 'Sono arrivati a 314: i 330 sono un miraggio del premier e come tutti gli altri si allontana'. Per Bossi 'dodici voti di maggioranza bastano', e anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ha mostrato soddisfazione per l'esito del voto. 'La maggioranza cresce e continuerà a crescere'.

Intanto grande attesa per il processo che parte oggi a Milano. L'aula al primo piano del palazzo di Giustizia è piena di giornalisti - oltre un centinaio quelli italiani e stranieri accreditati di tv e radio - sin dalle prime ore del mattino per la primissima udienza del dibattimento che vede Berlusconi imputato, ricordiamo ancora una volta, di concussione e prostituzione minorile. Imponenti le misure di sicurezza adottate nei pressi della cittadella giudiziaria milanese. Basti pensare che agenti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa stazionano davanti a ciascuno dei quattro ingressi del Palazzo.

Ricordiamo anche che Berlusconi non ci sarà mentre Ruby, indicata come la parte lesa, è intenzionata a costituirsi parte civile. Quella di oggi, comunque, sarà soltanto un'udienza lampo, tecnicamente definita di smistamento, utile a decidere il calendario dei prossimi appuntamenti in aula.

(foto © LaPresse)

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