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'Caso Ruby', rinvio a giudizio per Minetti, Fede e Mora

Con l'accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile per il 'caso Ruby', la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora. La richiesta è stata inoltrata al gup Maria Grazia Domanico.

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Secondo i pm milanesi la Minetti, Fede e Mora sarebbero gli organizzatori delle serate a Villa San Martino, residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dove hanno partecipato diverse ragazze, tra cui l'allora minorenne Karima El Mahroug, meglio cosciuta come Ruby Rubacuori.

Nei giorni scorsi i difensori del direttore del Tg4 hanno sollevato alcuni dubbi relativi alla trascrizione di un'intercettazione che ha visto l'erronea attribuzione a Fede di una telefonata fatta da Ruby a Lele Mora il 14 febbraio 2010. A tal proposito il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha spiegato che l'errore di trascrizione dell'utenza telefonica era 'contenuto in un documento di lavoro, mentre nell'informativa finale il numero è esatto e su questo abbiamo lavorato'. Il magistrato ha quindi spiegato che 'l'atto formale è esatto'.

Fede non si è detto sorpreso affermando che 'non c'è nulla di nuovo' e che la richiesta della Procura 'era scontata e tutto è logico'. Il direttore del Tg4 ha affermato: 'Sono otto, nove mesi che la Procura si occupa delle cene di Arcore, non poteva smentire se stessa. La richiesta di rinvio a giudizio sarà probabilmente accettata dal giudice perché nessuno smentirà l'altro. L'unica speranza è il Tribunale'.

Il procuratore capo Bruti Liberati ha poi fatto sapere che le intercettazioni indirette dell'inchiesta sul caso Ruby tra Silvio Berlusconi e alcune giovani, tra cui la stessa Minetti, non sono ancora state depositate alle difese del consigliere regionale della Lombardia, dell'agente dei vip e del direttore del Tg4. Ma ha precisato che l'orientamento della Procura è di depositarle ai legali 'il prima possibile, finiti tutti gli adempimenti'.

Secondo l'ipotesi accusatoria, la Minetti, Fede e Mora avrebbero adescato Ruby a 16 anni, nel settembre del 2009, dopo il concorso di bellezza in Sicilia, a Taormina, dove la giovane marocchina era concorrente e il direttore del Tg4 uno dei giurati. L'accusa sostiene che Ruby sia stata pagata per 13 volte, tra il 14 febbraio 2010 e il primo maggio 2010, in cambio di atti sessuali con Silvio Berlusconi.

Secondo l'accusa, inoltre, i tre imputati avrebbero arruolato 33 giovani per le feste nella villa di Arcore durante le quali si svolgeva una cena; poi il cosiddetto 'bunga bunga', con spogliarelli e balletti erotici; ed infine la scelta da parte del premier di una o più ragazze con cui intrattenersi nella notte in rapporti intimi. In base a quanto riscontrato nel corso delle indagini, alle giovani che partecipavano alle feste venivano dati soldi e altre regalie.

Interpellata al telefono dall'Agi, la Minetti ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Queste le sue uniche parole: 'Non dico nulla, non ne parlo. O almeno non adesso'.

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