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Caso Shalabayeva, sette indagati per sequestro di persona

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I pm di Perugia hanno messo sotto inchiesta otto persone con l'accusa di sequestro di persona relativamente al caso di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Ablyazov espulsa dall'Italia. La notizia è riportata da Repubblica.

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GLI INDAGATI - Sempre secondo quanto riporta Repubblica, la procura di Perugia indaga sul questore di Rimini Maurizio Improta, il capo del Servizio centrale operativo (SCO) Renato Cortese, il giudice di pace Stefania Lepore e cinque poliziotti.

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IL CASO - Era la notte fra il 28 ed il 29 maggio 2013 quando le forze dell'ordine fecero irruzione nell'appartamento occupato dalla donna kazaka e da sua figlia. Gli agenti erano a caccia di suo marito, l'uomo d'affari Muxtar Äblyazov, indagato in patria per presunte truffe, e soprattutto dissidente del governo Nazarbaev.

Nel giro di poche ore la donna, che fu separata dalla figlia, fu imbarcata in un aereo (sul quale era presente un funzionario kazako) in partenza dall'aeroporto di Ciampino e rimpatriata. Era il 31 maggio. Poco più di 48 ore dopo il blitz.

Il tutto senza che gli avvocati avessero avuto la possibilità di difenderla. L'estradizione fu firmata dal capo della procura di Roma, Pignatone.

Successivamente, fu chiarito che il console kazako si rivolse al ministero degli interni alla ricerca di un appoggio per l'espulsione della Shalabayeva.

Nel vortice delle polemiche finì Angelino Alfano, il quale negò che fosse stato avvisato dell'operazione. Il caso internazionale fu fatale per l'allora capo dell' ufficio di Gabinetto, Giuseppe Procaccini, che si dimise. 'Il Ministro era al corrente dell'operazione perché fu avvisato da me', si è sempre difeso.

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