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Solo censura per La Russa dopo il 'vaffa' a Fini

Dopo quanto accaduto nell'Aula della Camera nel pomeriggio di mercoledì 30 marzo (il video), l'Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso quale sanzione applicare al ministro della Difesa Ignazio La Russa per il comportamento assunto in particolare nei confronti del presidente della Camera Gianfranco Fini (leggi la notizia). L'Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso per la censura.

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Erano due le possibili sanzioni, la censura, per l'appunto e l'interdizione dei lavori d'Aula (leggi la notizia). Nel parere approvato si legge: 'Tenuto conto delle conclusioni cui è pervenuta la giunta per il regolamento il collegio dei questori, nell'esprimere la più viva deplorazione del comportamento tenuto dall'onorevole La Russa nei confronti della presidenza, ha conclusivamente convenuto di proporre all'ufficio di presidenza di indirizzare al medesimo deputato una lettera di fermo richiamo'.

Il Pdl, secondo cui la massima sanzione poteva essere proprio la censura, si è detto soddisfatto; mentre l'opposizione ha fatto sapere che la sanzione decisa è inadeguata. Attraverso una nota, Silvana Mura, deputata dell'Idv, ha affermato: 'E' acqua fresca ed equivale a dire che da oggi chiunque in aula può insultare in maniera volgare la presidenza ed invocare il precedente fatto valere per il ministro della Difesa. Per questo ho votato contro e ho chiesto quindici giorni di sospensione dal voto per il deputato La Russa'. La presidente del Pd Rosy Bindi ha detto: 'La Russa avrebbe dovuto avere, come membro della Camera, oltre che del governo, l'interdizione almeno dalla partecipazione al voto sul provvedimento. Siamo peraltro in assenza di scuse...' Aggiungendo: 'Non c'è una sanzione abbastanza adeguata per sanzionare quanto avvenuto e questa è l'unica ragione per cui andrebbe cambiato il regolamento'.

Al voto la maggioranza ha sostenuto la proposta dei deputati questori, ossia la censura, mentre il centrosinistra si è spaccato. Silvana Mura di Idv ha votato contro, Rocco Buttiglione e Renzo Lusetti dell'Udc e Donato Lamorte di Fli si sono astenuti, Rosy Bindi e Giampaolo Bocci del Pd sono usciti dalla sala per non partecipare alla votazione. La Bindi e Bocci, contrari alla proposta dei questori, hanno deciso di non partecipare alla votazione per venire incontro al presidente Fini che aveva chiesto massima coesione.

 (foto © LaPresse)

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