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Cesare Battisti è libero

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L'ex terrorista Cesare Battisti è uscito dal carcere di Papuda, in Brasile, dopo quattro anni e 52 giorni di reclusione. La decisione di liberare l'uomo, che in Italia è condannato in contumacia per quattro omicidi, è stata presa dal Tribunale supremo federale brasiliano che ha negato l'estradizione nel nostro Paese.

Ricordiamo che lo scorso gennaio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva scritto una lettera al suo omologo brasiliano Dilma Rousseff sul caso dell'ex terrorista rosso dopo il 'no' all'estradizione deciso dall'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva (leggi la notizia).

Sono stati sei giudici contro tre a stabilire che Battisti non è estradabile e che quindi doveva essere liberato. Una decisione, tuttavia, arrivata dopo una lunga seduta durata quasi sette ore. I giudici che hanno votato a favore della liberazione sono Marco Aurelio Mello, Luis Fux, Carmen Lucia, Ricardo Lewandowski, Joquim Barbosa, e Ayres Britto. Contro, invece, hanno votato il presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf), Cezar Peluso, il giudice relatore Gilmar Mendes e la giudice Ellen Gracie.

In un primo voto, inoltre, i giudici hanno stabilito che l'Italia non ha alcuna competenza per chiedere alla magistratura brasiliana di invalidare la decisione dell'ex presidente Luis Inacio Lula da Silva di concedere l'asilo politico a Battisti trattandosi di 'una questione di sovranità nazionale' e quindi di competenza del potere esecutivo e non di quello giudiziario.

L'ex terrorista non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma il suo legale ha fatto sapere che Battisti rimarrà in Brasile, dove ha molti amici. Fuori dal Tribunale un gruppo di simpatizzanti ha espresso entusiasmo per la decisione dei giudici. E goia ha manifestato la fidanzata dell'ex terroristo rosso, Joice Lima.

Di natura opposta la reazione del governo italiano. Il legale del nostro governo, Nabor Bulhoes, ha fatto sapere: 'L'Italia ora potrebbe appellarsi ad un'istanza internazionale'. E ancora: 'Con questa sentenza il Brasile non ha rispettato la Convenzione di Vienna che regola i Trattati internazionali e lo stesso ha fatto con il Trattato bilaterale Italia-Brasile sull'estradizione del 1989. Tutto ciò danneggia la credibilità internazionale del Brasile'.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è detto rammaricato per la decisione presa dal Tribunale brasiliano facendo sapere che il governo continuerà la sua azione. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha utilizzato parole più dure e ha affermato che la decisione 'offende il diritto alla giustizia per le vittime dei crimini di Battisti'.

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