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Cesare Battisti, il Brasile dice 'no' all'estradizione. Frattini: 'Non ci fermeremo'

Si parla ancora dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Prima di lasciare il suo mandato l'ormai ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha deciso di non estradare l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo e ora il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha scritto una lettera al neo presidente brasiliano Dilma Rousseff chiedendo di rivedere tale decisione.

Non solo. Parlando ai microfoni di SkyTg24 Frattini si è detto pronto a 'ricorrere alla Corte internazionale dell'Aja'. Secondo il ministro degli Esteri italiano la decisione presa da Lula su Battisti è stata 'la brutta fine di un mandato importante di un grande presidente'.

Il nuovo ministro della Giustizia brasiliano Josè Cardozo ha detto di 'non aver alcun dubbio' sul fatto che il no all'estradizione di Battisti sia stata una decisione 'corretta'. Cardozo ha affermato che Lula ha agito 'in stretta consonanza con il nostro diritto e con quanto aveva manifestato il Supremo Tribunal Federal'. Il ministro brasiliano ha poi detto: 'La nostra è una decisione sovrana. Non credo che possa compromettere i nostri rapporti di profonda amicizia con l'Italia. Gli italiani sono nostri fratelli. Non c'è alcuna ragione per la quale la decisione di Lula possa essere contestata dal punto di vista della sua validità giuridica'.

Dall'altra parte Frattini ha sottolineato: 'Non lasceremo niente di intentato per riportare Battisti in una prigione italiana, non ci fermeremo di fronte a nessuna difficoltà. Il male che lui ha fatto alle vittime come terrorista non può essere cancellato'. Il ministro degli Esteri italiano ha poi spiegato che il governo italiano agirà insieme al tribunale supremo del Brasile.

Ai microfoni di SkyTg24 Frattini ha detto: 'Non mi faccio illusioni sul ministro della giustizia brasiliano. Lui fa il suo dovere, deve difendere la decisione presa dal suo ex presidente, ma il Tribunale Supremo del Brasile ha già dichiarato che Battisti può e deve tornare in Italia. Devo fare in modo che il Tribunale Supremo del Brasile confermi la decisione che ha già preso'. E ha aggiunto: 'Noi chiederemo aiuto anche alla società, ai mezzi di informazione, all'opinione pubblica del Brasile. Non contro il popolo brasiliano, ma contro la decisione di Lula che è stata veramente una brutta fine di un mandato importante di un grande presidente del Brasile'.

Nel frattempo i parenti delle vittime di Battisti hanno annunciato delle manifestazioni di protesta. Lorenzo Conti, figlio di Lando Conti, il sindaco di Firenze assassinato dalle Br nel 1986, ha invitato tutti i cittadini di Firenze ad essere presenti domani 4 gennaio in piazza Pitti a Firenze, davanti al consolato brasiliano, per esprimere il dissenso alla non estradizione di Cesare Battisti. Sempre domani, si svolgerà un sit-in davanti all'ambasciata brasiliana a Roma.

Il no all'estradizione di Battisti, deciso da Lula, è arrivato dopoché nel 2009 la Corte Suprema del Brasile aveva deciso che l'ex terrorista doveva essere estradato per le condanne per omicidi commessi in Italia negli anni '70. Battisti ha sempre negato di aver commesso gli omicidi sostenendo di essere un perseguitato politico.

 (foto © LaPresse)

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