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Cina, proibiti i cartoni animati stranieri

Dalle cinque alle nove di sera niente cartoni animati stranieri nelle reti televisive della Cina. Cartoon come Paperino e Topolino, che hanno accompagnato l'infanzia di tutti noi, non potranno essere visti dai bambini del Paese. A deciderlo le autorità cinesi secondo le quali la decisione è stata presa per "creare un ambiente favorevole per l'innovazione nell'industria cinese dei cartoni animati".

La State Administration of Radio, Film and Television (Sart, l'organismo addetto alla censura) ha di fatto esteso un divieto che già esisteva. Nell'estate del 2006, infatti, sempre con la motivazione di proteggere l'industria locale, è stata proibita la programmazione di cartoni animati stranieri dalle cinque alle otto. Secondo quanto disposto dalla Sart le televisioni cinesi devono mantenere un rapporto di sette a tre tra le trasmissioni di cartoni cinesi e di cartoni stranieri.

Una disposizione che rientra nella politica seguita dal presidente Hu Jintao tesa a trasmettere un'immagine armoniosa della società soprattutto adesso che, con l'avvicinarsi delle Olimpiadi di Pechino (che si terranno dall'8 al 24 agosto a Pechino), il Paese sarà sotto i riflettori di tutto il mondo. Per fare ciò, oltre allo stretto controllo cui è sottoposto Intrenet, il governo ha avviato una campagna di moralizzazione del contenuto delle trasmissioni televisive e radiofoniche. Ad essere banditi anche tutti gli spettacoli di magia ed eventi sprannaturali, tra questi l'unico ad aver avuto l'approvazione da parte delle autorità cinesi è stato 'Harry Potter' ritenuto, secondo quanto riportato dal 'Quotidiano del Popolo', di qualità.

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