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Civati, la foto con la canna fa il giro della Rete: "Serve a parlare di legalizzazione delle droghe leggere"

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"Legalizzare è giusto e conviene". E' stato questo il titolo del convegno organizzato e presieduto dal deputato del Partito Democratico Pippo Civati. L'evento si è tenuto presso l'Auditorium di via Peroni a Milano ed ha fatto molto discutere per uno scatto che riprende il politico con uno spinello tra le dita.

Lo scatto ha fatto il giro del web, incoronando Civati come una sorta di pannella 2.0. "La canna non la fumerò, aspetterò che le droghe leggere siano legalizzate". In pochi hanno creduto alle parole del politico Dem, che ha aggiunto "Ben vengano foto come queste, se servono a parlare di legalizzazione delle droghe leggere".

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Nel corso del convegno sono state avanzate varie proposte per accelerare il cammino della legalizzazione delle doghe leggere. Un cammino lento su una strada tortuosa: "Sinora se ne è discusso una sola volta in sede parlamentare. C'è bisogno di un testo condiviso. Se il governo non ci ascolta possiamo pensare ad una legge di iniziativa popolare, anche se sappiamo che, storicamente, il Parlamento non le fila, per usare un eufemismo", le parole di Pippo Civati.

REFERENDUM - L'alternativa allora è per Civati il ritornare a parlare di Referendum. Ma è necessario innanzitutto fare lecose per ordine. Civati ha chiarito che "In ogni spicchio del Parlamento c'è chi parla di questo tema. La nostra proposta banalissima è quella di mettere insieme le varie proposte per arrivare ad un qualcosa di concreto".

In ogni caso, quel che Civati spera è che l'appuntamento di Milano non rimanga isolato e che anzi venga replicato in tutta Italia. perché Civati considera le droghe leggere non un gioco, ma una battaglia di libertà che oltretutto vale miliardi di euro.

Uno degli interventi è stato quello dell'avvocato penalista Alessandro Giungi, che ha raccontato una storia personale. "Quando avevo 18 anni un mio coetaneo portò a me ed alcuni amici pochi grammi di fumo, servivano per le nostre canne del sabato sera. Fu messo in galera con l'accusa di spaccio e ci restò pr una settimana. Pensate a cosa è andato incontro, lui e la sua famiglia, residenti in un piccolo centro della provincia di Varese".

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