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Civati su caso Cancellieri: "Sfiducia, basta ipocrisia". Intanto Guardasigilli rischia di essere indagata

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Basta ipocrisia: Pippo Civati entra a gamba tesa sul caso Cancellieri e prende (nettamente) posizione. "Siccome per la serie 'gli argomenti più stupidi del mondo' il Pd dice di non poter 'sfiduciare' il ministro Anna Maria Cancellieri perché non si può votare la mozione del M5s, segnalo che ne possiamo presentare una noi", scrive oggi sul suo blog (ciwati.it) il candidato segretario del Partito Democratico, facendo un ulteriore passo avanti e anticipando: "Martedì presenterò un testo all'assemblea del gruppo".

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Lo sfidante alle primarie dell'8 dicembre è tranchant: "Così la smettiamo con l'ipocrisia di chi parla di motivi di opportunità politica senza fare nulla di concreto. Non se ne può più" e un post dietro l'altro mette il suo partito non solo di fronte ai fatti, ma - soprattutto - alla necessità di prendere una decisione. Insomma, di fare. Con un (imbarazzante) elenco delle indecisioni e dei voltafaccia del Pd - dal "mai con il Pdl", al caso Alfano-Shalabayeva, all'Imu, alla riforma elettorale, fino, appunto, alla vicenda di Cancellieri - Civati denuncia la debolezza del partito e nota: "Se le mie sono posizioni da dissidente e da eretico, perché prima le assumono tutti quanti e poi le scaricano con fastidio, se non con disprezzo?".

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"Tutti e quattro i candidati hanno fatto capire che avrebbe dovuto dimettersi lei, per toglierci dall'imbarazzo", scrive ancora lo sfidante alla segreteria, "però non pare rilevante ai fini della scelta del Pd dei prossimi giorni. Eppure altri candidati sono dotati di centinaia di parlamentari. Ma non fa niente. Se cambiano idea, lo fanno per il bene del partito. E immagino anche dei suoi elettori".

Insomma, un richiamo all'ordine in piena regola (che, c'è da scommetterci, farà divampare l'incendio già scoppiettante delle polemiche interne al Pd, anche se dopo Matteo Renzi, ieri pure Gianni Cuperlo e Debora Serracchiani si sono esposti in maniera piuttosto netta sulla questione dimissioni), che Civati conclude con un affondo che non ammette repliche: "Sinceramente penso che #anchebasta prendere per il culo gli elettori".

E mentre il Pd prova - per la prima volta da tempi immemori - a prendere posizione, per il Guardasigilli intanto la situazione si complica ancora. I magistrato torinesi, infatti, invieranno ai colleghi di Roma il dossier sul ministro della Giustizia, con la molto probabile e deflagrante ipotesi che il nome di Anna Maria Cancellieri finisca iscritto nel registro degli indagati per avere dichiarato il falso nell'interrogatorio del 22 agosto. E allora, se così fosse, forse sarebbe meglio se il Partito democratico dimostrasse di avere il coraggio di prendere il toro per le corna... Prima di essere incornato.

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