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Clandestinità, senatori 5 Stelle contro Beppe Grillo: "Abolizione del reato discussa in assemblea"

  • beppegrillo.it

di Claudia Gagliardi

Il malcontento serpeggia nel Movimento 5 Stelle dopo la scomunica apparsa sul blog di Beppe Grillo per l'emendamento approvato in Commissione giustizia sull'abolizione del reato di clandestinità. Il post firmato dal leader e da Gianroberto Casaleggio ha di fatto sconfessato la proposta dei due senatori grillini Andrea Cioffi e Fabrizio Buccarella (passata grazie ai voti di Pd e Sel), prendendo le distanze da quella che viene definita una scelta isolata: "La posizione espressa dai due eletti in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori, non faceva parte del programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno". Ma stavolta il Movimento non è rimasto a guardare.

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Il ritornello è sempre lo stesso: per gli eletti del Movimento 5 Stelle il programma presentato in sede di campagna elettorale va seguito alla lettera come una Bibbia, iniziative personali non discusse con gli elettori non sono consentite. D'altronde è stato lo stesso Beppe Grillo a criticare la libertà di mandato per i parlamentari prevista dalla nostra Costituzione: il vincolo, per i cittadini eletti nelle file del Movimento, deve essere rappresentato da Non-Statuto e programma. Nel caso specifico, scrive Grillo, l'abolizione del reato di clandestinità non è prevista nel programma presentato agli elettori. Ma c'è di più. Una presa di posizione netta, da parte del leader e del co-fondatore Casaleggio, sul tema dell'immigrazione che ricorda vagamente le posizioni della Lega di Bossi e Maroni.

A far discutere, nelle parole di Grillo, non è solo lo stop all'abolizione del reato di immigrazione clandestina, ma soprattutto il discorso di convenienza elettorale che stride con l'iniziativa dei senatori grillini e con il grido di dolore che arriva da Lampedusa all'indomani della strage di migranti: "Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico (...) Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice 'La clandestinità non è più un reato'. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?".

Il post ha diviso l'elettorato grillino e generato perplessità tra senatori e deputati: in molti difendono la scelta di presentare l'emendamento di modifica della legge Boss-Fini, la ritengono un'iniziativa di buon senso e continuano ad affermarlo anche dopo la scomunica di Grillo. Uno dei promotori dell'emendamento, il senatore Andrea Cioffi, ha dichiarato al fattoquotidiano.it: "Ne avevamo discusso in assemblea. Non condivido il post sul blog per questa volta". Sulla stessa linea Maurizio Romani: "Sono arrabbiato. Non concordo con la posizione di Grillo e Casaleggio. L’emendamento era stato approvato in assemblea". Dunque l'iniziativa non sarebbe stata presa in totale autonomia dai parlamentari, come dimostra anche la foto del verbale dell'assemblea pubblicata sul profilo Facebook del senatore Vacciano, a riprova di come il testo sia stato approvato per acclamazione in assemblea. E la proposta di abolire il reato di clandestinità è presente anche nel piano carceri che la delegazione 5 Stelle ha consegnato in mattinata al Quirinale nell'incontro seguito alle polemiche di questi giorni con il Presidente Giorgio Napolitano.

Lo stesso Alessandro Di Battista, uno dei più fedeli alla linea del capo, sembra nutrire qualche dubbio: "Sto riflettendo. Beppe è stato poco presente negli ultimi tempi, spero di poterne parlare presto con lui". Non mancano gli ortodossi, secondo cui tutto ciò che non è previsto nel programma del movimento andrebbe discusso con gli elettori e gli iscritti prima di essere proposto in Parlamento. Decisamente maldestro il tentativo di fare retromarcia da parte di Buccarella: "Nessun errore, forse abbiamo sottovalutato la portata dell'emendamento, convinti che la maggioranza lo avrebbe respinto. L'emendamento non è ritirabile, ormai fa parte del testo. Ma sicuramente in aula immagino che qualcuno, forse le Lega, lo contrasterà".

Le reazioni non hanno scalfito la posizione del leader, che ha continuato a criticare la libera iniziativa dei parlamentari: "Ogni nuova proposta deve essere votata sul blog dagli attivisti", ha scritto ancora Beppe Grillo. Dopo una giornata di malumori e tensioni, i parlamentari 5 Stelle si sono riuniti in assemblea congiunta per discutere la posizione da tenere. Poco prima della riunione, con un tweet che rinvia al post pubblicato sul suo blog, Beppe Grillo è tornato a ribadire la sua posizione: "Io e Gianroberto Casaleggio sull'emendamento di due portavoce senatori del M5S sull'abolizione del reato di clandestinità la pensiamo così...". A Grillo sono arrivate anche le critiche di Michele Santoro, che ha aperto la nuova puntata di Servizio pubblico lanciando un duro monito allo stesso leader e a Casaleggio: "La dignità di una persona non si nega a nessuno - ha dichiarato il giornalista rivolgendosi a Grillo - Come pensi di risolvere l’emergenza immigrazione? Con quale legge pensi di poter arginare l’esodo dalla Libia e dagli altri paesi da cui stanno fuggendo? Ma tu non parli con i morti come me, sia televisivi, sia immigrati".

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