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Claudio Scajola arrestato, concorso esterno in associazione mafiosa. Berlusconi: "Sono addolorato"

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Ѐ stato arrestato, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, l’ex ministro dell’Interno del Pdl Claudio Scajola, su ordine della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria.

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L’autorevole esponente del centrodestra italiano, fino a pochi mesi fa braccio destro di Silvio Berlusconi col quale si era recentemente consumata una frattura in seguito all’estromissione dalle liste di Forza Italia per le prossime elezioni europee, avrebbe favorito la latitanza dell’imprenditore reggino del settore navale Amedeo Matacena, tuttora irreperibile per la giustizia italiana.

Dirigente nazionale di poi coordinatore del Popolo della Libertà per diversi anni, Scajola era stato oggetto di indagini a Roma per le presunte irregolarità nell’acquisto di una abitazione nel centro storico della Capitale, zona Colosseo, complice il versamento in nero di una cospicua somma da parte del costruttore Diego Anemone, anche se su questa vicenda le indagini si erano chiuse con un’assoluzione.

Quanto al provvedimento che ha portato all’arresto del politico ligure, a chiarirne i motivi ci ha pensato il procuratore capo di Reggio Calabria Cafiero De Raho, il quale ha parlato di una “rete di complicità” che avrebbe fornito protezione a Matacena in questi anni, consentendone la fuga in Libano grazie anche alle conoscenze personali di Claudio Scajola e di altri personaggi più o meno legati al partito di riferimento dell’armatore calabrese.

Sono in corso da inizio giornata, nell’ambito della stessa operazione, numerose perquisizioni tra Calabria, Lazio, Lombardia Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Sicilia, mentre i sequestri di società italiane ed estere ammontano ad un valore stimato in 50 milioni di euro. L’azione legale era stata comunque innescata dalle indagini sui fondi illeciti della Lega Nord, il cui raggio si era esteso nel tempo fino a vedere coinvolti molti esponenti politici, accusati di aver costruito un sodalizio a vari livelli tornato utile ad Amedeo Matacena per sfuggire alle manette dopo la condanna in via definitiva per mafia.

Caustici e divertiti allo stesso tempo i commenti piovuti in queste ore dalla rete all’indirizzo di Scajola, già preso di mira in precedenti occasioni e passato alla storia per la faccenda della “casa a sua insaputa”: si va dalle domande retoriche a sfondo satirico (a firma “Il Triste Mietitore”) come “Ci sono abbastanza case di riposo per i servizi sociali del Pdl?” a stilettate ancora più dure del tipo “a breve ci spiegherà perché è innocente pure stavolta" (Kotiomkin).

Destinate a scatenare ulteriori reazioni, le parole del leader del centrodestra Silvio Berlusconi, che si è detto "addolorato" per quanto successo ad uno dei suoi uomini di punta degli anni di governo e figura centrale del dissolto Pdl. Nello stesso partito, qualcuno adombra lo spettro della "giustizia ad orologeria" per criticare l'operato della magistratura a poche settimane dal voto per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Non manca infine chi ironizza impietosamente sull’esclusione dalle liste di Forza Italia dello storico dirigente pidiellino, vedendo un collegamento “profetico” con la disavventura giudiziaria culminata nell’arresto per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto sembra emergere col passare delle ore, potrebbe peraltro esserci un nesso tra le amicizie compromettenti di Scajola in alcuni paesi esteri tra i quali il Libano e la fuga del vecchio collega di partito Marcello Dell’Utri prima della sentenza di ultimo grado di fronte alla Corte di Cassazione.

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