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Claudio Scajola, casa acquistata in nero: piovono accuse

Non bastava il caos generato da Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, seguito dalle dimissioni senza revoca di Italo Bocchino a sconvolgere la maggioranza governativa e così anche Claudio Scajola finisce nella bufera.

La sua posizione è al vaglio degli inquirenti nell'ambito dell’inchiesta di Perugia su appalti e grandi eventi e nello specifico per quel che riguarda la compravendita della casa di via Fagutale a Roma, perfezionata nel 2004.

Ricapitoliamo brevemente: Scajola qualche giorno fa aveva detto che l'abitazione gli era costata 'solo' 600.000 euro ma secondo le ultime testimonianze, peraltro delle proprietarie dell'appartamento romano, in realtà il costo totale fu di 1,7 milioni di euro che lo stesso Ministro dello Sviluppo Economico versò direttamente nella sede del Ministero.

Nel complesso dunque furono 80 gli assegni della Deutsche Bank per un valore di 900.000 euro seguiti da altri assegni della banca San Paolo Imi per un valore di 600.000 euro, il valore dichiarato della casa: dunque Scajola diventa parte attiva nella vicenda dei grandi appalti e delle grandi opere che coinvolgono il costruttore Diego Anemone, oggi indagato per riciclaggio, per aver appunto pagato l'appartamento romano in parte in nero.

Antonio Di Pietro ha subito chiesto le dimissioni del ministro mentre dal Pdl sono arrivate le difese con Silvio Berlusconi che pare aver chiesto a Scajola di non dimettersi in quanto convinto della presenza del solito disegno perverso volto a screditare l'azione del Governo.

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