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Claudio Scajola indagato. L'accusa è finanziamento illecito ai partiti

  • LaPresse

Ricordate la casa di via Fagutale a Roma, vicino al Colosseo, che ha portato l'allora ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola alle dimissioni (leggi la notizia)? Ecco, per la compravendita di quell'abitazione, risalente al 2004, Scajola è ora indagato.

L'abitazione di via Fagutale a Roma

In base alle verifiche eseguite dal Ros dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, la Procura di Roma ha iscritto l'ex ministro dello Sviluppo economico nel registro degli indagati per finanziamento illecito ai partiti. L'ipotesi di reato, formulata dal procuratore capo Giovanni Ferrara e dall'aggiunto Alberto Caperna, si riferisce proprio alla compravendita della casa con vista sul Colosseo. Secondo l'accusa, l'acquisto dell'abitazione di via del Fagutale sarebbe stato finanziato in parte, per il tramite dell'architetto Angelo Zampolini, dall'imprenditore Diego Anemone, uno dei grandi indagati dell'inchiesta della Procura di Perugia sul G8.

Alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati Scajola ha detto: 'Sono sereno. Sarà chiarita la mia estraneità. Apprendo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sinora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti'. E il difensore dell'ex ministro, l'avvocato Giorgio Perroni, ha affermato: 'Prendiamo atto dell'iniziativa della procura di Roma ed attendiamo serenamente che i magistrati facciano il loro lavoro convinti che tutto sarà chiarito'.

Ma ricordiamo la vicenda. La casa di via del Fagutale, un abitazione di 200 metri quadri con vista sul Colosseo, è stata acquistata il 6 luglio 2004 dalle sorelle Barbara e Beatrice Papa. Il prezzo ufficiale della compravendita è stato di 610mila euro, ma dalle indagini è emerso che l'appartamento è stato pagato 1,7 milioni di euro. A quanto pare, 200mila euro sono stati pagati a titolo di anticipo, oltre a 80 assegni circolari in nero, per un totale di 900mila euro, provenienti dalla provvista del costruttore Anemone. Scajola ha poi acceso alla SanPaolo Imi un mutuo di 610mila euro, tale ammontare di denaro è stato consegnato il giorno del rogito.

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