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Condono per tagliare il debito: no dell'opposizione

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Un condono edilizio e fiscale per rimpinguare le casse dello stato e tagliare il debito. L'ipotesi circola con insistenza ormai da qualche giorno tra le fila della maggioranza e, anche se manca l'ufficialità, tra smentite e conferme è bastata la voce ad accendere il dibattito politico.

Così, mentre Giulio Tremonti prova a buttare acqua sul fuoco e in un'intervista ad Avvenire nega con forza la possibilità di una simile strategia, spiegando che attuarla "vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo", il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto invece rilancia, sostenendo che il Paese deve attuare le riforme e le misure per la crescita e, soprattutto, "abbattere il debito".

Un obiettivo quest'ultimo da perseguire con qualunque mezzo, "attraverso una misura di finanza straordinaria che può essere una forma di patrimoniale morbida, una riforma delle pensioni, le dismissioni e se questo non bastasse, anche un condono edilizio e fiscale" spiega Cicchitto, che mette subito le mani avanti aggiungendo di non ritenere che "l'etica si misuri sul condono, ma sulla capacità di trovare le risorse".

Affermazioni che l'opposizione bolla come immorali, inadeguate e - soprattutto - ancora una volta lesive per i cittadini onesti. "Sono contrario al condono: lo ritengo immorale e diseducativo nei confronti dei cittadini che fanno il loro dovere. Continuare a parlare di condono è un modo certo per favorire l'evasione fiscale" scrive Pier Ferdinando Casini sul suo blog, mentre dalla manifestazione di sabato a Roma il leader della Cgil, Susanna Camusso, tuona: "la parola condono l'abbiamo abolita dal vocabolario, non esiste e non la vogliamo".

E a opporsi con fermezza all'ipotesi è anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ospite domenica da Fabio Fazio a Che tempo che fa spiega che "la logica del condono dà un messaggio assolutamente sbagliato, in un certo senso premia i furbi e noi abbiamo invece bisogno che tutti paghino le tasse e rispettino le regole: quindi non credo che sia la scelta giusta", aggiungendo che l'unica strada percorribile per salvare l'Italia è il Ddl sviluppo attualmente al vaglio del governo: "nei prossimi giorni c'è questo decreto sviluppo che sta andando avanti: non si facciano condoni, non si facciano cose una tantum, ma si facciano grandi riforme eque, dove chi ha di più paghi e chi ha di meno paghi di meno e si salvi il Paese. Perché o ci salviamo tutti o cadiamo tutti".

Una scelta urgente e necessaria, secondo Marcegaglia, da fare anche "scontentando una parte della maggioranza", perché "bisogna salvare il Paese, i tempi li danno i mercati finanziari. Dobbiamo rispettarli e fare quello che serve al Paese. Bisogna fare in fretta, fare bene, fare cose importanti".

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