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Confindustria contro la mafia: fuori chi paga il pizzo

Confindustria sposa la linea dura contro la criminalità organizzata e, tramite il suo presidente Emma Marcegaglia, fa sapere che gli imprenditori costretti al pizzo dovranno denunciare quanto accade.

'Oggi abbiamo fatto una delibera in cui tutte le associazioni territoriali del Mezzogiorno hanno preso una decisione molto importante: l’obbligo di denuncia degli imprenditori che vengono vessati dalla mafia e l’obbligo di sospensione o espulsione, dalla Confindustria per quelli collusi con la mafia', ha dichiarato la Marcegaglia.

Nello specifico è prevista l'espulsione da Confindustria per gli imprenditori condannati per reati di associazioni di tipo mafioso e quando i beni di proprietà dell'imprenditore sono stati colpiti da provvedimenti definitivi di confisca; è invece prevista sospensione quando all'impresa o ai suoi legali rappresentanti sono irrogate misure di prevenzione o di sicurezza, se sono state emesse sentenze di condanna non ancora passate in giudicato e se è stato accertato che sono in corso procedimenti penali a carico degli amministratori o di altri soggetti legati all'impresa.

A ciò si aggiunge l'obbligo di denuncia da parte degli imprenditori all'autorità giudiziaria o la comunicazione alle associazioni di riferimento di estorsioni e similari richieste dalla criminalità organizzata.

L’iniziativa degli imprenditori è stata accettata con soddisfazione da Tano Grasso secondo cui si tratta di 'un elemento di rottura nell’atteggiamento del mondo imprenditoriale italiano' anche se è necessario 'arrivare in tempi brevi ad esempi percepibili di sanzioni nei confronti degli imprenditori in Campania, Calabria e Sicilia dove la stragrande maggioranza paga in silenzio il pizzo'.

(foto ©Apcom)

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