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Consultazioni Bersani-Pdl, Berlusconi assente. Alfano: "Posizioni distanti"

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La strada per la formazione del governo si fa sempre più stretta: il premier incaricato Pierluigi Bersani ha incontrato nel secondo giorno di consultazioni i segretari di Pdl e Lega e i rappresentanti di Scelta Civica. Silvio Berlusconi non si è presentato a colloquio col leader del Pd e ha lasciato che fossero Alfano e Maroni a spiegare la posizione del centrodestra.

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Il segretario Pdl, accompagnato dai capigruppo Renato Schifani e Renato Brunetta, ha ribadito la disponibilità del partito ad un governo di larghe intese che affronti le emergenze del Paese, ma solo a certe condizioni: la contropartita per l'appoggio ad un esecutivo Bersani deve arrivare con aperture sul fronte Quirinale. Alfano non usa mezzi termini per spiegare che, se i democratici non rinunciano ad esprimere un loro candidato al Colle, Pdl e Lega non favoriranno in alcun modo la nascita del governo, chiedendo invece di tornare alle urne: "Se il Pd si chiude, nessuna forma di sostegno a Bersani. Confidiamo in un suo atto di responsabilità e saggezza" ha detto Alfano, precisando però che "le posizioni restano molto distanti e se resteranno distanti nelle prossime 48 ore, noi ribadiremo che l’unica strada è quella del voto". Nell'incontro con la stampa successivo al colloquio, Alfano ha manifestato anche la posizione del leader del Pdl, disponibile a sostenere il governo se c'è un coinvolgimento del Pdl sulla scelta del capo dello Stato: "La via migliore è la collaborazione. Il presidente Berlusconi ha manifestato pubblicamente che l’unica cosa alla quale noi teniamo è che ci sia un governo solido e forte che possa affrontare la crisi del paese".

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Il segretario del Carroccio Roberto Maroni, insieme ai capigruppo Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci, ha fatto quadrato intorno al segretario Pdl: "La Lega condivide la posizione espressa da Alfano - ha dichiarato il neopresidente della Lombardia - auspichiamo un governo a guida politica, basta con i tecnici. Serve un governo di legislatura che duri, solo così si affrontano e risolvono i problemi e lo dico in veste di governatore". Stessa posizione per il presidente del gruppo Gal, anche lui presente al colloquio con Bersani.

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La delegazione di Scelta Civica guidata da Mario Monti, a colloquio con Bersani, ha preferito prendere tempo, come spiega Andrea Olivero: "Abbiamo apprezzato il metodo indicato dal premier incaricato, ma abbiamo chiesto a Bersani un ulteriore sforzo per un più ampio coinvolgimento di tutte le forze e a fronte di questo passo ci riserviamo valutazioni per il nostro apporto fattivo". In mattinata il premier incaricato ha incontrato anche il gruppo delle minoranze linguistiche della Val d’Aosta e del gruppo misto, il presidente della Cei cardinal Angelo Bagnasco e una delegazione della Conferenza delle Regioni, guidata dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.

All'appello manca solo il Movimento 5 stelle: decisiva è la riunione con i rappresentanti grillini mercoledì 27 marzo, anche strasmessa in streaming come chiesto dagli attivisti 5 Stelle. Con un voto all'unanimità il Movimento ha già annunciato l'indisponibilità a votare la fiducia ad un governo dei partiti. Dunque la speranza di trovare numeri certi per una maggioranza, come esplicitamente chiesto dal Presidente Napolitano, si fa sempre più vana.

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