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Consultazioni, Napolitano tace. Letta (Pd): "No al governissimo col Pdl, fiducia nel Presidente"

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo una giornata di consultazioni-lampo con le delegazioni delle principali forze politiche, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Uno dei collaboratori dello staff del presidente, Costantino Del Riccio ha annunciato ai cronisti in sala che Napolitano si prende un tempo di riflessione in merito alla delicata situazione che vede le principali forze politiche attestarsi su fronti opposti.

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La pausa di riflessione del Presidente, dopo il giro di consultazioni supplementari, termina alle 10 del mattino di sabato 30 aprile 2013, quando Napolitano incontrerà i giornalisti al Quirinale, con l'ipotesi che a questo punto la crisi possa prolungarsi fino a lunedì. La giornata si chiude senza dichiarazioni ufficiali, senza una nota stampa. Quel che è certo è che il Pd rimette al Capo dello Stato ogni decisione dopo aver constatato che non ci sono i numeri per una maggioranza al Senato. Bersani non ha partecipato all'incontro, restando a casa sua a Piacenza. E intanto le posizioni di Pd e Pdl si fanno sempre più lontane.

L'ultima delegazione entrata a colloquio con Napolitano è stata proprio quella dei democratici, che non hanno tenuto ferma l'idea di presentare alle Camere la proposta di un governo Bersani. Tentativo giudicato vano, visti i troppi no arrivati in questi giorni, come ha spiegato Enrico Letta: "Abbiamo cercato il coinvolgimento di tutti, per fare una riforma della politica sulla base del clamoroso risultato elettorale. Il coinvolgimento di tutti dentro un percorso di riforme. (...) Abbiamo proposto un governo centrato su obiettivi, per avviare la legislatura, sapendo che le ampie contrapposizioni, sottolineate dal presidente Napolitano, rendono non idoneo un governissimo tra le forze tradizionali. Non si risponderebbe così alla istanza di cambiamento che il Paese chiede. I troppi no espressi qui a un governo istituzionale, a un governo del presidente, oltre ai no ascoltati durante le consultazioni, rischiano di negare che il cambiamento possa effettivamente avvenire, nelle istituzioni come nell'economia e nelle società".

Il Pd boccia l'ipotesi di Berlusconi di un governo politico formato dai principali partiti di cenetrodestra e centrosinistra, definendo "non idoneo un governissimo forze politiche della scena nazionale". Di qui la remissione a Napolitano del compito di trovare una soluzione: "Abbiamo espresso fiducia e profonda gratitudine al Presidente, a cui non mancherà il nostro sostegno alle decisioni che prenderà".

Berlusconi, ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato insieme a Roberto Maroni, aveva lanciato l'ultima proposta, chiedendo un governo politico anche a guida Pd e rinunciando a rivendicazioni sul Quirinale, purchè il partito di Bersani accetti una collaborazione anche in vista dell'elezione del nuovo Presidente. Piuttosto, l'unica alternativa sarebbe il ricorso al voto: "Siamo disponbili a governo con Pd, Lega e Monti (...) va bene la candidatura di Bersani come ci vanno bene anche altre candidature del Pd, ma non un governo di tecnici. La nostra posizione rimane quella che esce dalle urne: un governo di larghe intese tra forze disponibili, deve essere un governo politico, vista l'esperienza tragica del governo tecnico". Proposta che il Pd ha respinto al mittente, come già anticipato da Vendola nel pomeriggio: "È interdetta qualunque possibiltà di un governo di larghe intese". Il partito di Bersani si affida a Napolitano lasciando aperta la strada verso un governo del Presidente.

Fuori dai giochi, il Movimento 5 stelle, che con i capigruppo M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi ha ribadito ancora oggi che non ci sono margini di trattativa per un governo dei partiti. L'unica ipotesi accettabile è quella che si formi un governo a guida 5 Stelle Posizione ribadita da Grillo in un videomessaggio alla web tv del Movimento: "Questi politici devono andare tutti via e prima devono fare una verifica fiscale sui loro patrimoni (...) Parlano di fiducia. La fiducia a chi? A persone che in 20 anni hanno distrutto il Paese?".

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