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Corradino Mineo: 'Matteo Renzi subalterno a donna bella e decisa'. Bufera sul senatore ex Pd

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Il giorno dopo la “bomba” di Corradino Mineo sulla “subalternità” del premier Matteo Renzi nei confronti di “una donna bella e decisa”, non si contano le reazioni (all’insegna dell’indignazione, nella stragrande maggioranza dei casi) alle parole del senatore uscito dal gruppo dem Palazzo Madama per contrasti coi vertici del partito su riforme ed altri punti contestati dell’azione di governo.

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Sono stati proprio gli esponenti della cosiddetta “minoranza” del Pd a prendere per primi le distanze dall’ex direttore di Rainews24 nella polemica sulle frequentazioni private del presidente del Consiglio, con Stefano Fassina e colleghi decisi a condannare come “sbagliate” le affermazioni del parlamentare dissidente non senza richiesta formale di “scuse” di Corradino Mineo nei confronti di Matteo Renzi.

Sui giornali e in rete è caccia all’identikit della figura femminile che secondo il 65enne senatore siciliano condizionerebbe “al punto di rimettere in questione persino il ruolo di governo” la vita pubblica del leader democratico apostrofato per l’occasione come “subalterno” alla stessa: nel mirino del “gossip”, un minuto dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Mineo sui siti delle principali agenzie stampa, è finita Maria Elena Boschi, fidata collaboratrice di Renzi che appena insediatosi a Palazzo Chigi non ha esitato a “promuovere” la giovane avvocatessa con un incarico di prestigio.

(Corradino Mineo lascia il Partito Democratico in polemica con Matteo Renzi: video)

Nonostante la promessa di “non rivelare dettagli di conversazioni private condita dalla frecciata velenosa “non mi chiamo Denis Verdini e non sono di Rignano”, il giornalista e parlamentare ormai in rotta col Pd ha lasciato sul campo del dibattito politico una pesante mina rilanciando una vecchia polemica personale (l’anno scorso aveva definito “ragazzino autistico da proteggere perché non sa tante cose” il premier) faticosamente superata con la mediazione di colleghi della minoranza “bersaniana”.

Da Roberto Giachetti a Laura Cantini, passando per Francesca Puglisi e rappresentanti di vario livello del Partito Democratico, in queste ore si registrano senza soluzione di continuità censure e prese di distanze rispetto alla sortita di Corradino Mineo, invitato a riconoscere l’errore ritirando le “volgarità” dette nel delirio di ieri.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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